Il caso dei bus elettrici di Teramo è stato brillantemente risolto. Non è stato capitan Fracassa, abituato a investigare sui preziosi dipinti della Provincia, ma un acuto lettore de I Due Punti.
Vi ricordo che al loro arrivo furono salutati come il nuovo verbo del risparmio enrgetico e del rispetto ambientale. Aria salubre a poco costo. Si pensava di rendere tutto elettrico, anche i nostri baci. Una ricarica d'amore. Nel frattempo nel mondo si legge di una tecnologia in continuo sviluppo.
" Gli autobus urbani sono costretti a sostare anche un paio di minuti alle fermate, a volte abbastanza ravvicinate tra loro, per permettere ai passeggeri di scendere e salire a bordo. È sufficiente, quindi, sostituire alcune pensiline con delle stazioni di ricarica, che consentono di fare rifornimento in pochi istanti. C’ è di più: questi autobus sono in grado di assorbire l’ energia prodotta da ogni frenata e le pensiline ricaricanti possono essere equipaggiate con pannelli fotovoltaici, riducendo ulteriormente le emissioni.
Un risparmio
Dal punto dei vista dei costi, per far muovere un autobus simile occorre un decimo dell’energia necessaria per far circolare un normale bus a diesel, con un risparmio di 200mila dollari di carburante, calcolato per il ciclo di vita di ogni veicolo".
I bus elettrici di Teramo, le meravigliose navette sono ferme al cimitero dei mezzi su gomma. Lo sfasciacarrozze. Un nuovo modo per gestire l'energia elettrica. Una fine da elettroshock.
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Questi imbecilli!!!!!