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Una domanda sul Community Help

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Un articolo si basa sui punti. Il proemio sarà esclamativo, il finale interrogativo. Tutto ruota intorno ad un meritorio progetto del Parlamento del Consiglio dell’Unione Europea, incentrato sull’Anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale.Una direttiva specifica che accorpa le seguenti aree: povertà alimentare, persone senza fissa dimora, esclusione sociale dei migranti. Il Comune di Teramo ha recepito il bando tramite il Ministero del Lavoro e delle Problematiche Sociali. Il finanziamento previsto era di 60.000 euro. L’Amministrazione Brucchi ha deliberato di approvare il progetto redatto dall’Ufficio attività sociali, parte integrante e sostanziale dell’atto “Community Help”. Il disegno amministrativo prevede interventi socio assistenziali, che si collocano all’interno della già esistente rete di servizi rivolti alle famiglie, in particolare ai nuclei familiari anche monoparentali, residenti nel Comune di Teramo,in stato di evidente isolamento, grave marginalità, vulnerabilità, abbandono e con problematiche relazionali, per le quali si intende migliorare la qualità della vita, mediante aiuti specifici e idonei. Il costo finale del progetto per la durata di 18 mesi, ammonta a 75.000 euro, di cui 60.000 euro a carico del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e 15.000 euro, a carico del Comune di Teramo, quale quota di compartecipazione.

Nella presentazione del lavoro progettuale dell’Ufficio del VIII Settore sotto la responsabilità della d.ssa Valeria Cerqueti, si è trovato il giusto equilibrio tra dati statistici e analisi sociale. Una squadra coesa e ben oliata. L’ambito sociale territoriale di Teramo, ad una prima e generica osservazione, non si caratterizza per l’incidenza di fattori di marginalità e fragilità sociale, ma per l’estrema differenzazione di bisogni ed esigenze sociali in relazione ai differenti target. Parole su parole. Paroliamo. Continuiamo. Gli Enti partner del progetto saranno la Caritas Diocesana di Teramo-Atri nella figura del Monsignor Michele Seccia; l’Anfe di Teramo con il suo rappresentante legale, Rita Brancucci, mentre come ente partner scientifico è stata scelta la società “Account SrL” di Teramo, di Ivan Di Cesare. Nel programma si legge:” Sostegno mediante erogazione pasti caldi e accoglienza abitativa temporanea. Aiuto economico per il pagamento delle utenze, somministrazione abiti usati ma in buono stato di conservazione. Mediazione interculturale in favore dei cittadini immigrati residenti nel Comune di Teramo, in situazione di difficoltà a cui vanno facilitati i precorsi di integrazione, conservando l’identità culturale di origine”. I numeri sono più sintetici e vicini alla realtà aurea della domanda finale.

Il quadro economico si presenta con questi dati: Colonia Marina 10.000 euro, Mediazione 5.000 euro,Mensa 30.000 euro, Accoglienza 10.000 euro,Sostegno pagamento utenze 5.000 euro. Fin qui nessun interrogativo. Solo una profonda stima e un senso di rispetto, di civile appartenenza e di orgoglio civico. La domanda sorge dal dubbio, di fronte all’ultima cifra in analisi, Spese per il personale interno 15.000 euro. Che significa? Chi fa parte del personale interno? Come sono stati selezionati? Perchè vengono remunerati con la cifra di quindicimila euro? Un simile progetto umanitario non meritava un impegno di volontariato? Non si potevano destinare i 15.000 euro a rendere più corposo l’intervento sul territorio? La chiave è sempre il punto di domanda. Le grandi scoperte appartengono al Come? La saggezza al Perché? L’umanità al dovere di mantenere un proprio stile di risposta.

 

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Commenti

Ci auguriamo che il progetto sia al più presto finanziato. Sarebbe per Teramo un motivo di orgoglio e per lo staff dell'Ass. D'Ignazio una gratificazione etica e morale. I quindicimila euro nel quadro economico sono stati spiegati in maniera esaustiva. Un modo finanziario per ottemperare all'obbligo del comune di Teramo di partecipare finanziariamente al progetto.

Grazie

com'è??? mò il tuo commento non l'ho capito... 15.000 euro di spese per il personale interno (che significa interno? che sono dipendenti del Comune?) sono spiegati da "un modo finanziario per ottemperare all'obbligo del comune di Teramo di partecipare finanziariamente al progetto"??? sarebbe come dire che il comune paga 15.000 euro al personale che farà accoglienza, mediazione, distribuirà i pasti alla mensa e blablabla? quindi i "dipendenti interni" non sono già stipendiati dal Comune, voglio sperare...
Io ho compreso. Grazie .