Salta al contenuto principale

La violenza di Piazza

di Giancarlo Falconi
2 minuti

La solita violenza. Non è vero. La protesta democratica è un forma di civiltà. Il confronto generazionale rappresenta un motivo di crescita e di riflessione. La spinta emotiva di un mondo giovanile che pretende il suo spazio e  la propria identità. Nei giorni scorsi tra Teramo e la realtà italiana ci sono stati altri messaggi. Uguali a se stessi. Leggiamoli insieme... "Aula di Lettera e Filosofia" una delle tante mail di testimonianza a firma Emanuele. Una sede studentesca corredata di computer, impianto audio, proiettori, sala lettura...distrutta da pseudo studenti, che danneggiano il proprio diritto all'informazione e all'apprendimento. Assalto alla mensa Statale da parte di un gruppo che sventolava lo slogan dell'esproprio proletario. Hanno rubato tutto tranne le verdure cotte e gli spinaci. Una dieta malsana fatta di false identità storiche e nutrizionali. Teramo realtà di miti e contrapposizioni. Incomunicabilità. Incultura e Incoltura. Destra e sinistra. In realtà nè destra, nè sinistra. Solo scontri di piazza e misure cautelari di chiusura. La storia si ripeterà e con maggiore forza negativa. Ignoranza. Abbandono. Due facce della stessa medaglia. Non insiste il dialogo. Esiste solo un filo conduttore che unisce gli studenti alla polizia, la destra alla sinistra. Si chiama, violenza delle Sanguisughe. Chi sono le sanguisughe generazionali? I demotivati perchè vivono attraverso i contesti sociali più degradati, nelle crisi sociali, nelle povertà, nella manifestazioni di odio razziale. Si nutrono delle crisi economiche, sociali, politiche. Amano gli studenti che protestano come gli operai in cassaintegrazione, come gli extracomunitari emarginati come gli ultimi clochard. Espropriamo il diritto alla civile protesta. Sfruttano la Polizia "Fascistoide" che reagisce con disordine e paura. Complici di uno stato reazionario. Sono ovunque usando il metodo più banale, più abusato nella storia dell'Umanità, la paura. La violenza. I bassi istinti. Rovinando le giuste cause, destra o sinistra, diventando carnefici e picchiatori, creando un effetto alone di massificazione. Orientando l'opinione pubblica verso una facile condanna. Uno Stato democratico dovrebbe creare le condizioni di incontro e di studio. Dovrebbe spiegare le proprie scelte e le proprie condizioni. A Teramo dopo un anno non si conosce la dinamica istruttoria di una serie di accoltellamenti. Creando il senso della differenza. Dell'alto e del basso. Del povero e del ricco. Piccoli mondi. La violenza è nemica della poesia e della democrazia. Ama solo se stessa e si chiama Estremismo. L'antidoto? La Cultura. Intesa come consapevolezza dell'altro e capacità di ascolto. Ma se non arriva dalle Istituzioni, sotto forma di esempio, è impossibile sperare nel cambiamento.  

Commenta

CAPTCHA

Commenti

Condivido pienamente il suo articolo. Spero che quei tre desideri morali citati nel mio commento al suo articolo sui "3 desideri per Teramo 2011" siano esauditi. (Sarà durissima! Io ci sto provando. Bisogna ricominciare ogni giorno...)
Penso che sia proprio perchè la cultura è cosi importante che si tenti di distruggerla per sostituirla al conformismo televisivo media(set)tico.
Condivido in buona parte ma conservo qualche dubbio. Gran parte di questi manifestanti impedirono ad un certo Ratzingher di parlare all'Università, boicottano le iniziative di altri gruppi di studenti e non mi pare siano stati molto 'in ascolto' rispetto ai diversi punti positivi della riforma universitaria.... Insomma, mi pare che la volontà di scontrarsi prevalga su quella di confrontarsi sul serio, pacatamente e con l'approccio che la ragione non stia tutta da una parte. Per il resto, è verissimo che le risse televisive e le gogne mediatiche non favoriscono affatto nè la Cultura, nè la comprensione dei fenomeni epocali che stiamo vivendo. Pietro Ferrari