Un adolescente che necessita di particolari attenzioni racconta presunti episodi di bullismo. La sofferenza emerge da un tema scolastico e dal percorso con lo psicologo. I genitori si rivolgono alla scuola e alle autorità.
Pulire le scarpe di altri ragazzi. Resistere senza poter andare in bagno, neppure durante la ricreazione. Sarebbero alcune delle umiliazioni subite da un adolescente di 14 anni in una scuola del Teramano. Una vicenda delicata, ancora tutta da accertare, che ha spinto i genitori a decidere di denunciare quanto raccontato dal figlio.
Il ragazzo, che necessita di maggiori attenzioni e assistenza, avrebbe vissuto momenti di profondo disagio senza riuscire inizialmente a raccontare alla famiglia ciò che stava accadendo.
Il primo segnale è arrivato attraverso un tema scolastico. Tra quelle righe, il quattordicenne ha espresso tutta la propria angoscia di dover andare a scuola. Parole che hanno acceso i primi interrogativi su una sofferenza fino a quel momento rimasta nascosta.
Fondamentale il sostegno dello psicologo che da tre anni segue il percorso di crescita e i miglioramenti dell'adolescente. Grazie al rapporto di fiducia costruito nel tempo con il professionista, sarebbero emersi racconti di presunti episodi di bullismo da parte di alcuni compagni.
Tra questi, l'obbligo di pulire le scarpe ad altri studenti e una sorta di prova di resistenza che avrebbe impedito al ragazzo di utilizzare il bagno anche durante la pausa delle lezioni.
Una situazione che ha profondamente colpito i genitori, già impegnati quotidianamente ad accompagnare il figlio nel suo percorso educativo e personale.
La famiglia ha così deciso di segnalare quanto accaduto alla dirigenza scolastica e di rivolgersi la prossima settimana alle autorità competenti per presentare denuncia. Saranno gli accertamenti a stabilire la fondatezza degli episodi riferiti e le eventuali responsabilità.
La scuola dovrebbe insegnare il rispetto prima ancora delle materie. Perché nessuna fragilità può diventare un pretesto per l'umiliazione e nessun adolescente dovrebbe avere paura di varcare la porta della propria classe.
Ora la priorità è tutelare il ragazzo, ascoltarlo e restituirgli quella serenità che ogni studente ha il diritto di trovare tra i banchi. La stessa serenità che, secondo il racconto della famiglia, qualcuno avrebbe trasformato in paura.
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