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Teramo, messaggi sui muri e tensione sul fronte del microspaccio

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Non solo controlli, arresti e pattugliamenti. A Teramo il contrasto al microspaccio passa ora anche attraverso i segnali lasciati sui muri della città, dove negli ultimi giorni sono comparse scritte che sembrano voler rispondere alle recenti operazioni delle forze dell’ordine.

Alcuni dei messaggi inneggerebbero alla libertà di un giovane arrestato dalla Squadra Mobile di Teramo. Un episodio che arriva dopo settimane di attività sul territorio condotte anche dalle Volanti e dall’Anticrimine e che viene letto come un ulteriore elemento di tensione tra piccoli gruppi dediti allo spaccio e gli apparati dello Stato.

Le bande coinvolte sarebbero composte da giovani di diversa provenienza, tra italiani, nordafricani e altri stranieri, accomunati dall’attività di microspaccio in alcune zone del capoluogo.

Le operazioni, secondo quanto trapela, sarebbero destinate a proseguire anche nei prossimi giorni. L’attenzione potrebbe concentrarsi non soltanto sullo spaccio, ma anche sui mezzi utilizzati per muoversi rapidamente in città, tra biciclette e monopattini eventualmente modificati o non conformi alle norme.

Resta poi aperto il capitolo delle scritte. La loro cancellazione rappresenterebbe un primo segnale di ripristino del decoro, ma il punto centrale riguarda soprattutto le telecamere presenti nelle aree interessate.

Quelle immagini potrebbero essere decisive per ricostruire chi ha lasciato i messaggi e quando. Più che interrogarsi sulla loro presenza, a questo punto, la domanda è un’altra: le registrazioni della videosorveglianza sono già state acquisite e controllate?

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