Ci sono persone che non hanno bisogno di occupare la scena per lasciare un segno. Fiore Zuccarini era una di queste.
La notizia della sua morte, arrivata questo pomeriggio, lascia un vuoto difficile da raccontare.
Per molti era stata una delle anime gentili della Fondazione Tercas, uno dei volti più riconoscibili della comunicazione culturale teramana. Per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, però, Fiore era molto di più.
Era soprattutto una persona capace di ascoltare.
Ascoltava davvero, con attenzione, senza quella fretta che spesso accompagna le relazioni di oggi. Sapeva intuire le passioni degli altri, comprenderne le sensibilità, trasformare un’idea in un racconto e un incontro in qualcosa da ricordare.
Aveva fatto della cultura un modo di vivere prima ancora che un lavoro.
Teramo e la sua provincia erano diventate per lui una geografia dell’anima. Ne conosceva i protagonisti, le storie, le energie migliori. Aveva contribuito a raccontare una Fondazione Tercas capace di vivere stagioni importanti, lasciando pagine che resteranno nella memoria culturale del territorio.
Fiore amava leggere. Amava i grandi romanzi russi, la letteratura americana, quelle pagine capaci di scavare nell’uomo senza fare rumore.
Una frase di Philip Roth sembra oggi cucita sulla sua figura: «Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile».
Fiore quell’alfabeto lo aveva scelto davvero.
Lo aveva usato per raccontare, per unire, per dare valore alle persone e alle loro idee. Mai per ferire. Mai per imporsi.
Resteranno il suo garbo, la sua sensibilità, il sorriso discreto, quella maniera tutta sua di entrare nelle cose senza invaderle.
Resteranno soprattutto le parole condivise, le telefonate, gli incontri, i progetti, i libri, le conversazioni che oggi assumono improvvisamente un peso diverso.
Perché quando se ne va una persona come Fiore Zuccarini non si perde soltanto un professionista della comunicazione o un uomo di cultura.
Si perde una di quelle presenze che sembrano naturali, quasi scontate, fino al giorno in cui improvvisamente non ci sono più.
Alla sua famiglia, ai suoi affetti e a tutti coloro che gli hanno voluto bene va il nostro abbraccio più sincero.
Ciao Fiore.
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