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Brodetto e politica: a Giulianova nasce l’intesa per la Provincia con il patto delle ceramiche...

di Giancarlo Falconi
2 minuti
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GIULIANOVA – Un brodetto di pesce, alcuni amministratori comunali di centrodestra e centrosinistra e un argomento destinato ad animare i prossimi mesi della politica teramana: le elezioni di secondo livello per la presidenza della Provincia.
La cena riservata, organizzata sul litorale di Giulianova, sarebbe servita a gettare le basi per un’intesa trasversale. Un accordo politico che, secondo le indiscrezioni, avrebbe già individuato il possibile candidato alla successione di Camillo D’Angelo: Paolo Tancredi, neo sindaco di Castelli.
Una scelta sostenuta da esponenti dei due principali schieramenti e ribattezzata, negli ambienti politici, come il “patto delle ceramiche”. Una candidatura capace, almeno nelle intenzioni, di superare i confini tradizionali tra destra e sinistra e di raccogliere consensi tra sindaci e consiglieri comunali chiamati a eleggere il prossimo presidente della Provincia.
La parte più difficile, però, inizierebbe adesso. I vertici dovranno convincere gli amministratori che coltivano giustificate ambizioni personali e che, sia nel centrodestra sia nel centrosinistra, potrebbero non accettare senza resistenze una candidatura decisa dall’alto.Visto anche come fu trattato il sindaco di Tortoreto,Domenico Piccioni.
Durante la cena si sarebbe parlato anche dell’attuale presidente Camillo D’Angelo. La possibilità di una sua nuova candidatura non sarebbe stata considerata un ostacolo insormontabile. Un atteggiamento che potrebbe rivelarsi rischioso: proprio l’essere stato sottovalutato, in passato, ha rappresentato una delle principali fortune politiche del sindaco di Valle Castellana.
D’Angelo ha dimostrato spregiudicatezza e capacità di costruire alleanze trasversali, pur accompagnando il proprio percorso con una lunga serie di errori nella comunicazione e nella strategia politica. Spesso veramente incomprensibili e dilettantistici. Quasi autolesionistici. 
A Teramo molti lo attenderebbero anche in vista delle prossime elezioni regionali, quando potrebbero nascere accordi e schieramenti costruiti con l’obiettivo di limitarne il peso e la libertà di movimento.
Restano, inoltre, almeno due nomi in grado di modificare gli equilibri provinciali. Nel centrodestra il più temuto sarebbe Manuele Tiberii, amministratore capace di attrarre consensi anche fuori dal proprio schieramento. Nel centrosinistra l’attenzione sarebbe invece concentrata su Vincenzo D’Ercole.
Proprio dalla Val Fino, terra di radici  a motrice saliniana,  potrebbe arrivare la candidatura maggiormente autonoma rispetto alle decisioni dei partiti. Un’area politica e territoriale con una propria capacità decisionale, meno condizionabile dagli accordi costruiti nei tavoli provinciali.
Il “patto delle ceramiche”, dunque, sarebbe stato apparecchiato. Resta da capire quanti amministratori saranno disposti a sedersi allo stesso tavolo e quanti, invece, decideranno di rovesciarlo. Buon appetito a tutti. 

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