A Piazzetta del Sole, a Teramo, il clima continua a restare teso. Dopo i controlli dei giorni scorsi, l’inseguimento e l’identificazione di un giovane di origine magrebina da parte della Polizia, nell’area sono apparse nuove scritte offensive rivolte alle forze dell’ordine.
I messaggi sono comparsi in un altro quadrante urbano che comprende contrada San Benedetto, dove nel campetto abbandonato erano già state segnalate scritte simili, rimaste nel tempo senza essere cancellate. Due zone nelle quali continuano ad arrivare segnalazioni legate al consumo di alcol e al presunto spaccio di sostanze stupefacenti.
Tra le scritte compare “Free Osama”, espressione che, soprattutto nei contesti legati alla trap, alla drill e alle sottoculture di strada, assume un significato preciso.
Nel linguaggio hip-hop e urbano, infatti, la formula “Free” seguita da un nome viene utilizzata per manifestare solidarietà verso una persona arrestata o detenuta. Può trattarsi di un amico, di un componente della propria crew o di qualcuno considerato vicino a un determinato gruppo.
“Osama”, in questo contesto, può essere semplicemente un nome, un soprannome o un nome d’arte. Il messaggio può quindi essere interpretato come una richiesta simbolica di liberazione e, a seconda del contesto, anche come una forma di contrapposizione alle forze dell’ordine.
Ancora più esplicito è il significato della sequenza “1312”. I numeri corrispondono alla posizione delle lettere nell’alfabeto: 1 per A, 3 per C, 1 per A e 2 per B. Ne deriva la sigla ACAB, acronimo inglese di “All Cops Are Bastards”, espressione pesantemente offensiva rivolta alle forze di polizia e traducibile, nel gergo più volgare, con formule come “sbirri di merda”.
Il codice 1312 viene utilizzato da anni in ambienti ultras, antagonisti e in alcune sottoculture giovanili proprio per richiamare ACAB senza riportare direttamente la frase.
Il punto, però, non riguarda soltanto il significato delle scritte. Riguarda anche la possibilità di individuare chi le ha realizzate. Nell’area sono presenti telecamere di videosorveglianza e allora la domanda diventa inevitabile: le immagini sono state acquisite e visionate? Possono aiutare a ricostruire quanto accaduto e a identificare gli autori? È da qui che, probabilmente, dovrebbe partire una risposta concreta a una situazione che continua a delineare i contorni di una sfida allo Stato.
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