Otto multe ricevute in meno di un mese e una spesa complessiva che avrebbe raggiunto circa 950 euro. È la testimonianza, destinata a riaccendere le polemiche, di un motociclista sanzionato dal sistema Tutor installato lungo la strada provinciale di Bellante.
L’automobilista, che ha chiesto di mantenere l’anonimato, riconosce la propria responsabilità: «Ho capito che in quel tratto erano presenti due dispositivi, collocati a circa un chilometro di distanza e utilizzati per calcolare la velocità media, soltanto quando sono arrivate le prime notifiche. In moto si pensa soprattutto a guidare e a controllare la strada. Ho guardato poco i cartelli: mea culpa».
A suscitare le sue contestazioni non sono dunque le violazioni, tutte pagate entro i termini previsti per beneficiare della riduzione, ma il sistema di notifica e i relativi costi.
Secondo quanto raccontato, la Provincia di Teramo avrebbe inviato gli atti digitalmente attraverso l’app IO, in alcuni casi appena quattro giorni dopo l’infrazione. Se l’avviso non viene aperto entro il termine indicato, la comunicazione passa alla notifica cartacea tramite un operatore postale privato con sede a Mosciano Sant’Angelo.
«Delle otto multe ricevute, sei riportavano circa 14 euro ciascuna di spese di notifica – spiega il motociclista – perché non avevo aperto gli avvisi sull’app IO entro cinque giorni. A quel punto sono state automaticamente affidate alle poste private».
Il cittadino riferisce inoltre che, in caso di assenza al momento della consegna, non verrebbe effettuato automaticamente un secondo tentativo. Per richiederlo sarebbe necessario inviare una mail; diversamente, il destinatario dovrebbe raggiungere Mosciano Sant’Angelo per ritirare personalmente la raccomandata.
Proprio durante uno di questi ritiri che il motociclista racconta di aver incontrato un anziano in evidente difficoltà: «Mi ha detto di aver percorso circa venti chilometri, ma nella comunicazione non trovava il verbale. C’era soltanto un codice QR con l’indicazione di accedere tramite SPID.
Non sapeva come fare e gli ho consigliato di rivolgersi a un patronato».
Un sistema che, secondo la segnalazione, rischia di penalizzare soprattutto le persone anziane o chi non possiede strumenti digitali e competenze sufficienti per utilizzare app, QR code e identità elettronica.
Al costo economico della notifica si aggiungono così gli spostamenti e le difficoltà per ottenere materialmente il contenuto del verbale.
Il dato più significativo emergerebbe infine dalla numerazione progressiva riportata sugli atti: tra il 10 luglio e il 3 agosto sarebbero state elevate oltre 1.800 sanzioni. Un numero ricavato dal confronto dei progressivi e che, proprio per questo, necessita di una conferma ufficiale da parte della Provincia di Teramo.
La vicenda non mette in discussione il rispetto dei limiti di velocità e la sicurezza stradale. Solleva però una domanda precisa: è possibile rendere la procedura di notifica più semplice, accessibile e meno costosa, soprattutto per chi non riesce a utilizzare con facilità i servizi digitali?
Foto I A
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