Si muovono le indagini che riguardano l'inchiesta aperta dalla Procura di Teramo, dopo la frana che a fine marzo ha colpito Silvi Paese. Nella giornata di oggi il sostituto procuratore Stefano Giovagnoni ha effettuato un nuovo sopralluogo sul fronte interessata dal dissesto, insieme ai carabinieri forestali che hanno posto sotto sequestro l'area in cui rientrano la scuola e la palestra che subito dopo l'evento franoso erano state chiuse per precauzione. La zona è stata delimitata dal nastro rosso e bianco con l'apposito cartello.
La procura ha avviato un’indagine per fare chiarezza sulle cause e sulle eventuali responsabilità. Il fascicolo, al momento senza indagati, ipotizza il reato di crollo colposo o altro disastro. Il magistrato ha documentato lo stato dei luoghi attraverso rilievi fotografici e video, primo materiale su cui si baserà l’attività investigativa.
L’attenzione della Procura si concentra sulla storia urbanistica e ambientale del versante, con l’obiettivo di capire se negli anni siano state rispettate le procedure autorizzative e se eventuali rischi idrogeologici fossero già noti o sottovalutati. Tra gli elementi al vaglio anche la relazione dei geologi del Dipartimento nazionale della Protezione Civile.
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