"Carissimo Giancarlo vorrei raccontarti la mia storia, anzi quella di mio figlio, un bimbo di 6 anni sanissimo, intelligentissimo e soprattutto sensibile".
Inizia così, la lettera di una mamma che racconta di suo figlio. Può solo iniziare così la lettera di una madre che parla di suo figlio. Si chiama amore.
"Tutto è iniziato nella scuola dell'infanzia , primo anno una delle maestre chiede il trasferimento, arriva la supplente annuale (bravissima) affiancata con la maestra anziana, tra quarantene e tamponi lo superiamo. Secondo anno arriva la maestra di ruolo no vax pertanto a dicembre viene sospesa, arriva la supplente alla sua prima esperienza....un disastro....inizia il calvario...la scuola inizia a chiamarmi per andare a prenderlo in quanto ingestibile a livello comportamentale, chiedo spiegazioni mi riferiscono che si adira tantissimo".
L'inizio del calvario.
"Ci invitano ad andare a neuropsichiatria infantile e noi seguiamo il consiglio, lì ci dicono che non ha nulla, finiamo l'anno scolastico. Ultimo anno, un disastro. Mio figlio inizia un percorso psicologico per aiutarlo a gestire la rabbia. La terapia porta grandissimi risultati, tranne nella scuola dove si scoprono cose bruttissime, parole terribili dette al bimbo".
Immaginate il dolore dei genitori.
"A Settembre ha iniziato la scuola primaria, le docenti erano a conoscenza di tutto, sono stati fatti incontri con la psicologa per affrontare al meglio la situazione. I primi giorni ci sono stati alti e bassi, poi una fase di miglioramento, finito questo periodo, si presentano episodi di rabbia ingestibile. La dirigente mi chiede più volte incontri, mi inviata ad andare da uno specialista. Siamo andati pagando 252 euro perchè tramite asl sarebbero passati mesi. Il dottore diagnostica un disturbo emozionale (nato dalla scuola dell'infanzia principalmente). La dirigente contesta la diagnosi perchè secondo lei non c'è scritto nulla, mettendo in dubbio che io avessi raccontato la verità al dott. (come se l'avessi visitato io)".
Rileggete per comprendere la difficoltà di comunicazione tra genitori e dirigente scolastica.
"Continuano le chiamate e le convocazioni. Alla fine maturiamo la scelta di cambiare istituto. Decidiamo di andare al xxxxx. Prima di Natale il xxxxxxx mi da la disponibilità di posti. Parlo con la dirigente racconto tutto di mio figlio e delle sue difficoltà in modo del tutto trasparente mi conferma di voler accogliere mio figlio. Facciamo l'incontro con le maestre per preparare l' accoglienza, prepariamo lui psicologicamente al cambio, acquisto i libri e facciamo tutta la procedura burocratica. il 29 Dicembre mi chiama la dirigente dicendomi che non accoglieva più mio figlio, chiedo la motivazione mi risponde di non aver posto "materiale" e mi liquida velocemente".
Ancora dolore e sconforto.
"Mi ritrovo pertanto senza scuola durante le vacanze di Natale dove tutte le scuole sono chiuse. Il 2 gennaio chiamo un altro istituto, dove accolgono mio figlio, dove la famiglia è stata accolta in modo sereno. L'8 gennaio ha iniziato questo nuovo percorso .Ha trovato quasi la serenità, le sue crisi ci sono ma molto di meno e le insegnanti stanno iniziando a conoscerlo e a prevenire e a gestire le sue difficoltà (disagio creato dalla figura adulta). Ho cercato di riassumere al meglio la storia ci sarebbero altri particolari da dire..
La Città è piccola ho saputo che si era sparsa la voce di questo bambino terribile (nemmeno fosse un serial killer) e che nessun istituto lo avrebbe accettato (cosa vergognosa e gravissima), hanno sparso la voce che la famiglia non ha voluto collaborare. Da docente mi vergogno di rappresentare l'istituzione scolastica (mi sembra di vivere in pianeti diversi essendo precaria vedo realtà in diverse scuole, ma questo che è successo a me rappresenta l'inverosimile) da mamma sono davvero schifata, come si fa a trattare così un bambino con un disagio provocato dagli adulti? Lui non si fida più".
La chiamano scuola inclusiva che ti accoglie a braccia aperte. Una scuola che può anche fare dei danni irreparabili. In realtà, bisogna solo avere la buona stella di incontrare gli insegnanti giusti con la giusta empatia, la giusta preparazione e con la missione dell'insegnamento nel cuore e nell'anima. Il nostro piccolo amico è stato finora sfortunato ma ha la fortuna di avere dei grandi genitori. Si chiama amore ed è l'unica vera lezione di vita.
Foto: Credits https://www.centropsy.it/psicologia-clinica/disturbi-della-regolazione-affettiva-modelli-strategie/
Commenta
Commenti
Tristissimo, ma che l'origine sia nei troppi cambiamenti ai tempi dell'asilo d'infanzia... Che ne è dei suoi compagnetti di classe? Stanno bene? Purtroppo ci sono soggetti predisposti, e se non fosse stato per un motivo prima o poi sarebbe stato per un altro... Speriamo bene...
Porta il bimbo a fare karate e vedrai che i bulli staranno lontano....
Sig ra Siamo in tanti ad esserle vicina: preferiremmo fare molto molto di più 💎💎💎