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Teramo. Villa Comunale senz'acqua, il Comune diffida l'ARAP e valuta l'esposto in Procura

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Prima di tutto sono arrivate le autobotti, regia dell'ass. Mimmo Sbraccia, chiamate a rifornire d'acqua il laghetto della Villa Comunale di Teramo per scongiurare ulteriori danni all'ecosistema. Poi la notizia della diffida formale nei confronti dell'ARAP, con il Comune che annuncia di essere pronto a rivolgersi anche alla Procura della Repubblica qualora non vengano rispettati gli obblighi previsti dalla convenzione che disciplina la distribuzione della risorsa idrica.
 

L'Amministrazione comunale richiama la Convenzione n. 3070 del 31 agosto 1984, che considera tuttora pienamente efficace poiché non risulta mai disdetta né contestata. L'accordo regola il sistema di captazione e distribuzione dell'acqua destinata al laghetto della Villa Comunale e stabilisce, all'articolo 2, che una portata prioritaria di sei litri al secondo debba essere garantita al Comune di Teramo, mentre al Consorzio spetta esclusivamente il quantitativo eccedente.
 

Nella diffida viene ricordato che già tra luglio e ottobre del 2025 il Comune aveva più volte segnalato gravi criticità nell'afflusso dell'acqua, con il livello del laghetto sceso ben al di sotto della soglia ritenuta accettabile. Una situazione che aveva costretto l'ente, per tutta la stagione estiva dello scorso anno, a ricorrere a interventi straordinari per assicurare almeno un minimo apporto idrico al bacino.
 

Secondo Palazzo di Città, il medesimo problema si sta ripresentando anche all'inizio dell'estate 2026, con la mancata adduzione dell'acqua che alimenta il laghetto.
 

Per questo motivo il Comune diffida l'ARAP ad attivare ogni intervento di manutenzione o manovra tecnica necessario per garantire la portata prevista dalla convenzione vigente. Contestualmente viene richiesta la trasmissione dei dati relativi alla portata della sorgente, così da verificare se l'attuale riduzione dell'acqua sia realmente riconducibile a una diminuzione della disponibilità della risorsa.
 

L'Amministrazione evidenzia inoltre come l'obiettivo principale sia la tutela di un ecosistema di elevato valore ambientale e naturalistico. Il laghetto fa infatti parte del complesso della Villa Comunale, già Orto Botanico, bene patrimoniale sottoposto a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio. La scarsità d'acqua, viene sottolineato nella diffida, mette concretamente a rischio la sopravvivenza della flora e della fauna presenti nell'area.
 

Nel documento il Comune avverte infine che, in assenza di un riscontro, adotterà ogni iniziativa utile a tutelare i propri diritti derivanti dalla convenzione, fino ad avviare la procedura di risoluzione dell'accordo con tutte le conseguenze del caso.
 

Sul piano istituzionale e giudiziario restano ora aperti due interrogativi: se la Procura della Repubblica di Teramo riterrà opportuno avviare accertamenti sulla vicenda e se i Carabinieri Forestali interverranno per verificare le cause del mancato afflusso dell'acqua e gli effetti prodotti su un ecosistema che rappresenta uno dei patrimoni ambientali più preziosi della città.

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