Il fenomeno delle persone senza dimora torna ad accendere l'attenzione anche a Teramo, dove lungo il percorso del lungofiume si sono consolidati diversi insediamenti di fortuna. In un tratto dell'area verde cittadina, infatti, vivrebbero stabilmente una decina di persone. Alcuni hanno organizzato veri e propri spazi all'aperto, con lettini, fornacelle e strutture improvvisate che ricordano piccoli chalet con dehor.
Una situazione che solleva interrogativi non soltanto sotto il profilo del decoro urbano, ma soprattutto sotto quello della sicurezza e dell'assistenza sociale. Proprio per questo viene rivolto un invito agli agenti della Polizia Locale affinché intensifichino i controlli, magari anche attraverso pattugliamenti in bicicletta elettrica, così da monitorare con maggiore frequenza un'area particolarmente estesa e difficile da presidiare.
Il fenomeno, del resto, riguarda l'intero Paese. Secondo il censimento "Tutti Contano", realizzato dall'Istat in collaborazione con la Fio.PSD (Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora), nelle 14 principali aree metropolitane italiane sono state censite oltre 10.037 persone senza dimora. Di queste, il 48,7% dorme direttamente in strada o in spazi pubblici privi di qualsiasi riparo, mentre il 36,5% trova rifugio in sistemazioni di fortuna. Complessivamente, in Italia si stima che circa 4.400 persone vivano stabilmente all'aperto, sotto i ponti o in altri luoghi di fortuna.
Anche a Teramo il tema pone una domanda precisa: chi controlla e chi verifica la situazione lungo il fiume? Il monitoraggio costante di queste aree non rappresenta soltanto uno strumento per prevenire episodi di microcriminalità, ma consente anche di censire le situazioni di maggiore fragilità, attivare eventuali interventi dei servizi sociali e sanitari e garantire un equilibrio tra tutela della sicurezza pubblica e sostegno alle persone che vivono in condizioni di estrema vulnerabilità.
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