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L'ultimo saluto a Marco Capriotti...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Amavo di Marco, il sorriso e il suo essere appassionato e passionale.Ricordi giovanili. Il nostro è un lungo abbraccio alla sua famiglia e ai suoi affetti.

mio funerale partirà dal nostro cortile? Come mi farete scendere giù dal terzo piano? La bara nell’ascensore non c’entra e la scala è troppo stretta.   Il cortile sarà, forse, pieno di sole, di piccioni forse nevicherà. I bambini giocheranno strillando sull’asfalto bagnato cadrà la pioggia e al solito ci saranno i bidoni per l’immondezza.   Se mi tiran su nel furgone col viso scoperto, come si usa qui, forse mi cadrà in fronte qualcosa di un piccione, porta fortuna, che ci sia o no la fanfara, i bambini accoreranno i bambini sono sempre curiosi dei morti.   La finestra della nostra cucina mi seguirà con lo sguardo Il nostro balcone mi accompagnerà col bucato steso. Sono stato felice in questo cortile,pienamente felice. Vicini miei del cortile, vi auguro lunga vita, a tutti. (N. Hikmet, da TestimonianzeCon gli occhi dei poeti, pag 17)

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Commenti

Bellissima poesia, in morte di sé stessi. Speriamo che nulla si perda, Dio mi ha mostrato di eeserci, nonostante sia assente nella vita della Terra. Ad una certa età, nemmeno tanto avanzata, si vedono cadere come mosche, scomparire all'improvviso, coetanei un attimo prima vivi e attivi E allora dare un senso al Tutto diventa ancora più difficile.La poesia viene un po' in soccorso, ma strazia anche.

Grazie per questo bellissimo omaggio. Buon viaggio Marco, amico mio, per la prima volta penso a te e non riesco a sorridere.