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Liste d’attesa, il diritto alla salute rinviato al 2029: ora i cittadini devono pretendere il percorso di tutela

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Tre anni.
Non tre mesi. Non tre settimane. Tre anni per un ecocolordoppler dei tronchi sovraaortici, con appuntamento fissato all’ospedale di Giulianova per ottobre 2029.
Davanti a date del genere non basta più raccontare lo scandalo delle liste d’attesa. Non basta pubblicare il foglio del Cup, indignarsi per qualche ora e aspettare la prossima prenotazione impossibile.
Serve conoscere i propri diritti. Serve soprattutto utilizzarli.
Le classi di priorità riportate sull’impegnativa non sono lettere ornamentali. Indicano il tempo entro il quale una prestazione dovrebbe essere garantita dal Servizio sanitario nazionale: U entro 72 ore, B entro 10 giorni, D entro 30 giorni per le visite ed entro 60 giorni per gli accertamenti diagnostici, P secondo i termini previsti dalla programmazione sanitaria.
Quando il Cup propone una data che supera il limite collegato alla priorità prescritta, il cittadino può chiedere formalmente l’attivazione del cosiddetto percorso di tutela.
Questo è il passaggio che troppo spesso non viene ricordato abbastanza.
Il paziente deve conservare il promemoria della prenotazione e presentare una richiesta alla Asl affinché venga individuata una soluzione alternativa in grado di rispettare i tempi previsti. Le possibilità possono comprendere recupero di posti, sedute aggiuntive, strutture accreditate oppure, nei casi previsti, attività libero-professionale intramuraria.
Attenzione però a un punto importante: non significa prenotare autonomamente una visita privata e poi chiedere automaticamente il rimborso. Il percorso deve essere attivato attraverso l’azienda sanitaria.
La formula può essere semplice e diretta:
«Chiedo l’attivazione del percorso di tutela per il mancato rispetto dei tempi previsti dalla classe di priorità indicata sulla prescrizione».
Una frase che ogni cittadino dovrebbe conoscere.
Il caso di Giulianova diventa così l’ennesimo simbolo di un problema che nel Teramano continua a ripresentarsi con date sempre più lontane: risonanze magnetiche, mammografie, elettromiografie, ecodoppler. Il calendario sanitario sembra ormai correre più velocemente della vita delle persone.
Il vero pericolo arriva quando ottobre 2029 smette di provocare stupore.
Quella data non deve diventare normale.
Davanti a un’attesa incompatibile con la prescrizione medica il cittadino non deve limitarsi a prendere il foglio e tornare a casa. Deve chiedere spiegazioni, lasciare una traccia scritta, attivare il percorso previsto.
Perché una lista d’attesa non può trasformarsi in una lista della rassegnazione.

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