Caro Giancarlo, ho letto spesso i tuoi articoli sulla Umanizzazione dell'Ospedale Mazzini e dei suoi operatori sanitari.
Tu sai bene che sono vedova e ho i figli a Milano; sai bene che vivo da sola e a 87 anni dopo una vita passata nell'insegnamento mi ritrovo con un vicinato non proprio socievole e con qualche amica dai tanti acciacchi.
Mi sono trovata per una urgenza ad essere ricoverata all'Ospedale Mazzini. Non vi dico la patologia e non vi racconterò del reparto ma vi racconto di quella infermiera che dopo il controllo del medico ha raccontato che fossi sola e quel giovane medico che è tornato alla fine del suo turno e non mi ha lasciato per tutta la notte. Antidolorifici, sorrisi, attenzioni e racconti. Alla fine della nottata mi sono addormentata e lui è sparito. Il mio angelo della corsia e il giorno dopo sono stata dimessa. IL mio racconto solo per ringraziare e per dire che la base di quel medico dovrebbe essere la base di tutti i rapporti umani e da parte mia, solamente un forte grazie di cuore.
Lettera firmata
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Giovane Dottore,
sei un grande, la tua umanità non ha confini..........
Per fortuna che queste persone,dimostrano con gesti nobili come questo,di aiutare persone
sofferenti ed anziane.
Dottore un grazie di cuore e nella speranza che il tuo comportamento venga seguito dai più,ti auguro di raggiungere i più grandi successi nel campo medico.
Sono contento per questa "rarità" umana che le ha dato molto sollievo. Purtroppo è una goccia nell'oceano. La Asl di Teramo è agli ultimissimi posti nazionali in tutti gli indicatori. In media su 10 persone che conosco e stanno male, 9 decidono di farsi curare fuori regione, soprattutto al nord. Per fortuna ci saranno le nuovissime mura di cemento di ultimissima generazione, con annessi alberghi, centri commerciali, negozi, attrazioni varie,giostre, ..... Da tutta Italia faranno ressa per venirsi a curare a Teramo!!! Poveri noi!!! Non c'azzecca, ma mi ricorda tanto la fine del Teramo
calcio....., presentato per fare sfracelli e invece...
Occorrerebbe sapere comunque nome e cognome, perché il gesto che ha fatto è davvero degno di tutti gli onori possibili