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Da Fano Adriano al Mazzini di Teramo. Ecco come mi hanno salvato la vita...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Queste poche righe valgono un grazie e una vita.

FANO ADRIANO – Pochi minuti tra la vita e la morte, poi l’intervento decisivo del medico di continuità assistenziale e dell’équipe del 118. È la storia di Giovanni, 58 anni, residente da sempre a Fano Adriano, che ha deciso di raccontare quanto accaduto per ringraziare pubblicamente i sanitari che gli hanno salvato la vita.
«Sono un montanaro legato alla terra e alle sue abitudini. Il 19 luglio 2026 sono morto e rinato. Tutto in pochi minuti», racconta.
Nel fresco del pomeriggio Giovanni era sceso nel proprio orto. Utilizzando un ramo aveva cercato di spostare un cespuglio di rovi, senza accorgersi della presenza di uno sciame di insetti. In pochi istanti è stato raggiunto da numerose punture.
Nonostante il rapido peggioramento delle condizioni, il cinquantottenne è riuscito a raggiungere la sede della guardia medica, situata nel centro del paese, e a suonare il campanello dell’ambulatorio.
«Ho avuto appena il tempo di arrivare e chiedere aiuto. Poi ho sentito la vita che dolcemente stava scivolando via dal mio corpo. È tutto ciò che ricordo, perché subito dopo sono svenuto».
Il medico di turno, aperta la porta, lo ha trovato a terra privo di sensi. Compresa immediatamente la gravità della situazione e il rischio di una reazione anafilattica, il sanitario gli ha somministrato due fiale di Bentelan e adrenalina, avviando le prime manovre necessarie a contrastare lo shock.
Nel frattempo le sorelle di Giovanni hanno allertato i soccorsi. L’elicottero non ha potuto raggiungere il paese a causa del sopraggiungere del tramonto, ma in tempi rapidissimi è arrivata l’automedica.
Sul posto sono intervenuti un medico anestesista e un infermiere, che hanno proseguito le cure e stabilizzato il paziente. Quando le condizioni sono apparse ancora gravi, ma non più estreme, Giovanni è stato trasferito all’ospedale “Mazzini” di Teramo per gli accertamenti e le successive terapie.
Oggi è fuori pericolo e affida il proprio ringraziamento a poche righe, semplici ma cariche di riconoscenza.
«Se sono vivo è grazie al presidio sanitario presente a Fano Adriano e alla rapidità di tutti coloro che sono intervenuti. Si parla tanto di malasanità, ma la buona sanità esiste».
Una testimonianza che riporta al centro il valore dei presidi sanitari nei piccoli comuni e nelle aree interne, dove anche pochi minuti possono fare la differenza. A Fano Adriano, quella domenica, una porta aperta in tempo e una catena dei soccorsi efficiente hanno restituito Giovanni alla sua famiglia e alla sua vita

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