Vi ricordate i nostri articoli di denuncia sanitaria sulla scelta dell'asl di Teramo di chiudere l'ambulatorio di Ginecologia del Mazzini di Teramo per spostarlo a CAsalena e Montorio?
Scrivevamo " Vi raccontiamo cosa è accaduto a una nostra amica ex paziente oncologica.
"Mi arriva una telefonata dall'ospedale di Teramo. La chiamiamo per la sua visita a Ginecologia. Le vogliamo comunicare che all'ospedale di Teramo non si fanno più. Lei deve scegliere tra Montorio e il consultorio".
La domanda della nostra amica, ex paziente oncologica sotto i cinque anni dalle terapie che deve controllarsi in tutto e periodicamente: " Veramente hanno tolto l'ambulatorio di Ginecologia all'Ospedale Mazzini di Teramo? Non conviene chiuderlo l'ospedale?".
Giriamo la domanda al direttore sanitario dell'asl di Teramo Maurizio Brucchi, responsabile delle liste di attesa regionale e prossimo, imminente, direttore regionale della sanità in Abruzzo, "Veramente avete chiuso l'ambulatorio di Ginecologia all'ospedale Mazzini di Teramo?
Diteci che è stato uno scherzo del call center.
Inutile fare conferenze stampa sul nuovo ospedale di Teramo. I cittadini, gli utenti, i pazienti chiedono semplicemente maggiore contenuto, il contenitore vuoto è sempre a rendere come gli scarti. "
Dopo questo articolo, sono arrivate altre segnalazioni di telefonate da parte del call center per spostare la visita ambulatoriale di Ginecologia dal Mazzini di Teramo al consultorio o a Montorio. Ci sono tanti dubbi e non si comprendono i reali motivi strategici.
Secondo quanto riferito, le pazienti vengono avvisate e indirizzate in strutture diverse, pur mantenendo – presumibilmente – lo stesso giorno e orario. Una modifica che, tuttavia, potrebbe creare difficoltà organizzative per chi aveva già programmato l’accesso in ambito ospedaliero.
Le prestazioni, inoltre, non risulterebbero aumentate ma semplicemente trasferite fuori dall’ospedale, sostituendo quelle già in agenda. Un elemento che solleva dubbi sull’effettiva efficacia dell’operazione rispetto al problema delle liste d’attesa, che continuano a rappresentare una criticità rilevante.
Restano aperti anche altri interrogativi: il personale impiegato per le attività territoriali è di nuova assunzione oppure si tratta di risorse già presenti? E, nel primo caso, perché non destinarlo direttamente alla riduzione delle attese? Analogamente, viene sollevata la questione sull’impiego del personale amministrativo incaricato di contattare gli utenti per la riprogrammazione degli appuntamenti.
Nel complesso, lo spostamento delle visite appare, secondo alcune segnalazioni, come una soluzione organizzativa che non inciderebbe in modo concreto sul nodo principale, rappresentato dalle lunghe liste d’attesa nel sistema sanitario.
L'ultima notizia?
Una marcia indietro della asl di Teramo. Notizia ancora ufficiosa ma che sta prendendo piede nella direzione sanitaria orfana del neo direttore regionale, Maurizio Brucchi. Continueremo a monitorare.
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