ROSETO DEGLI ABRUZZI. È morto all’età di 92 anni Ernesto Ginoble, nonno di Gianluca Ginoble, il cantante rosetano del trio Il Volo. Una figura profondamente legata alla famiglia e alla storia personale dell’artista, che proprio dal nonno aveva ricevuto una parte importante di quella passione per la musica che lo avrebbe portato, ancora giovanissimo, sui palcoscenici di tutto il mondo.
A dare la notizia della scomparsa è stato il figlio Ercole Ginoble, papà di Gianluca, che sui social ha voluto salutare il padre con un messaggio carico di affetto: «Ciao Papà ❤️ sei stato un padre stupendo, un nonno adorabile, siamo fieri di te, uomo buono e generoso, ben voluto da tutti, lascerai un ricordo bellissimo di te. Per sempre con noi».
Ernesto Ginoble era una presenza importante nella vita di Gianluca. Il legame tra i due è stato raccontato più volte dallo stesso cantante, che non ha mai nascosto quanto il nonno abbia rappresentato per la sua crescita e per la sua formazione musicale. Ernesto aveva fatto parte per decenni della banda di Montepagano, suonando il flicorno contralto, e proprio attraverso di lui Gianluca si era avvicinato alla musica.
In un'intervista pubblicata da La Cucina Italiana, Gianluca aveva raccontato come il nonno lo accompagnasse nelle trasferte della banda durante le feste patronali e gli eventi nei paesi del territorio. Un rapporto fatto di musica, famiglia e tradizioni. Lo stesso Ernesto, parlando del nipote, aveva ricordato con emozione gli anni in cui da ragazzo guardava Domenico Modugno a Sanremo, arrivando poi a dire: «Non posso crederci: erano gli anni Sessanta, guardavo Modugno a Sanremo, e adesso tu sei famoso come lui».
Anche in altre occasioni Gianluca aveva parlato del rapporto speciale con il nonno. Nel 2023, intervistato da VDossier, raccontò di essere tornato a Montepagano proprio per trascorrere del tempo con lui: «Sono a Montepagano, a casa di nonno Ernesto. Oggi ho passato una giornata con lui. Sono felice perché finalmente ho un po’ di tempo da dedicare ai miei affetti, ai miei amici». In quella stessa occasione ricordò ai giovani l'importanza dei nonni con una frase diventata particolarmente significativa: «Non trascurate i vostri nonni, sono il tesoro più grande della vita».
Il rapporto era rimasto fortissimo anche negli anni del successo internazionale. Gianluca aveva raccontato di essere cresciuto a Montepagano e di aver trascorso le sue giornate con il nonno: «Ogni mattina prendevo il caffè con mio nonno e i suoi amici che giocavano a carte». Un ricordo legato a quella normalità che l'artista ha sempre cercato di conservare nonostante la fama mondiale.
E proprio Ernesto era stato indicato dallo stesso Gianluca come una delle figure fondamentali della sua formazione. In un'intervista a Il Messaggero, parlando delle persone che avevano avuto un ruolo nella sua crescita, aveva indicato senza esitazione il nonno paterno: «Il mio nonno paterno Ernesto. Era l’anima artistica della famiglia, suonava con la banda di paese».
Nel corso degli anni non sono mancati momenti pubblici che avevano raccontato questo legame. Nel 2020 Gianluca aveva visitato il Museo delle Genti d'Abruzzo insieme al papà Ercole e al nonno Ernesto, spiegando: «Mio nonno suonava il Corno nella banda di Montepagano». E in quell'occasione aveva aggiunto: «Per ora mi godo mio nonno».
Il nonno era stato accanto a Gianluca anche durante gli anni della consacrazione artistica. Il Volo vinse il Festival di Sanremo nel 2015 con «Grande amore», un successo che portò il giovane cantante rosetano, allora ventenne, alla ribalta internazionale. Nei giorni successivi alla vittoria, Gianluca tornò a Roseto e parlò pubblicamente del desiderio di portare il nonno a Mosca, segno di quanto Ernesto fosse ancora al centro dei suoi pensieri e dei suoi progetti.
Non è invece emersa, nelle fonti consultabili, una dichiarazione verificabile che permetta di attribuire con certezza a Gianluca una specifica dedica al nonno pronunciata sul palco dell'Ariston subito dopo la vittoria del 2015. È documentato, però, il fortissimo legame tra i due e il ruolo che Ernesto ebbe nella formazione musicale e personale dell'artista.
Ernesto Ginoble lascia i figli Ercole ed Elisa, la nuora Eleonora, gli adorati nipoti Cristiana con Francesco, Gianluca, Nicolò ed Ernesto, le pronipoti Ambra e Viola, i cognati e tutti i parenti.
La camera ardente e l'ultimo saluto saranno affidati alla comunità di Montepagano. I funerali si terranno giovedì 24 settembre, alle ore 10, nella Chiesa Parrocchiale di Montepagano.
La notizia ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia Ginoble. A Roseto Ernesto non era soltanto il nonno di una delle voci più conosciute d'Abruzzo nel mondo: era un uomo profondamente legato a Montepagano, alla musica e alla sua famiglia, una presenza che ha accompagnato per anni la crescita di Gianluca e che resterà nei ricordi di chi lo ha conosciuto.
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