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Lorenzo alla Asl: «Ogni giorno senza riabilitazione è un giorno rubato alla mia vita»

di Giancarlo Falconi
3 minuti

TERAMO – La risposta della Asl è arrivata, così come l’interessamento diretto del direttore generale Maurizio Di Giosia. Ma per Lorenzo Sichetti e la sua famiglia adesso è necessario trasformare quella disponibilità in un percorso concreto, rapido e realmente adeguato alle sue possibilità di recupero.
Sichetti torna quindi a scrivere ai vertici dell’azienda sanitaria, ringraziando per la tempestività del riscontro ricevuto ma chiedendo chiarimenti precisi sulla nuova valutazione multidisciplinare prospettata presso l’Ospedale di Comunità di Atri.
«Sapere che il direttore generale, dottor Di Giosia, si era prontamente attivato per approfondire il mio caso mi ha profondamente rincuorato e ha riacceso in me una nuova speranza», scrive.
Una speranza accompagnata, però, dal timore che il percorso possa allungarsi eccessivamente.
«Leggendo poi con attenzione la comunicazione, ho avuto il timore che, almeno per il momento, il percorso prospettato possa essere lungo e macchinoso ed io, mi si consenta la brutalità dell’espressione, non ho tempo da perdere».
La Asl avrebbe manifestato la disponibilità a trasferire Sichetti presso l’Ospedale di Comunità di Atri per una nuova valutazione multidisciplinare. Su questo passaggio, tuttavia, la famiglia chiede di fare chiarezza.
Nella comunicazione ricevuta viene infatti richiamata una valutazione multidisciplinare che avrebbe indicato un percorso riabilitativo di tipo estensivo. Sichetti domanda se il riferimento sia alla prima e unica valutazione effettuata all’inizio di luglio 2026 oppure se, successivamente, sia stata effettuata una nuova valutazione senza la presenza del paziente o dei suoi familiari.
La richiesta è che il prossimo esame possa essere «realmente approfondito e collegiale», con il coinvolgimento dei professionisti che hanno seguito fino ad oggi il percorso clinico e riabilitativo, in particolare il dottor Tartara e il dottor Cianci, oltre a terapisti specializzati.
L’obiettivo è verificare ogni possibilità concretamente percorribile, senza escludere l’accesso a una riabilitazione intensiva in una struttura adeguata e altamente specializzata.
«La mia paura – sottolinea Sichetti – è che la mancanza di fondi o motivi burocratici possano ostacolare il mio obiettivo, nonché sacrosanto diritto di recuperare quanto più possibile».
Per la famiglia diventa quindi fondamentale individuare un ambiente riabilitativo capace di garantire intensità, continuità delle cure e competenze professionali adeguate.
«Vi chiedo che nessuna possibilità mi sia preclusa e che venga verificato fino in fondo quale sia oggi il percorso più adeguato alle mie effettive potenzialità».
Resta da definire anche l’aspetto organizzativo. Lorenzo si trova attualmente a Villa Dorotea di Scoppito e il trasferimento ad Atri dovrà essere disposto e organizzato dalla Asl.
Per questo viene chiesto un riscontro rapido sulle modalità e soprattutto sulle tempistiche della nuova valutazione.
La lettera si chiude con un messaggio che riassume tutta l’urgenza della vicenda. Lorenzo continua a descrivere la propria condizione come una situazione di «TOTALE ABBANDONO» e teme che ogni ritardo possa compromettere ulteriormente le possibilità di recupero.
Per lui, infatti, non si tratta soltanto di attendere una nuova visita o un nuovo passaggio burocratico, ma di evitare che il tempo diventi esso stesso un ostacolo alla riabilitazione.
«Ogni giorno trascorso senza poter accedere ad un adeguato percorso riabilitativo rappresenta una possibilità di recupero perduta e sicuramente un giorno in meno, un giorno perso, nella mia vita».
Ora la famiglia attende che dalla Asl arrivino date, modalità e soprattutto una scelta terapeutica capace di dare finalmente una prospettiva concreta al percorso di Lorenzo.

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