ABRUZZO – Mentre a livello nazionale aumenta il numero delle prestazioni sanitarie erogate entro i tempi previsti, l’Abruzzo procede nella direzione opposta. A certificarlo è il primo Bollettino Agenas sul monitoraggio delle liste d’attesa, elaborato attraverso i dati della nuova Piattaforma nazionale delle liste di attesa.
Il confronto tra il primo semestre del 2025 e lo stesso periodo del 2026 restituisce un quadro particolarmente negativo per la sanità abruzzese, soprattutto sul fronte degli esami diagnostici.
La percentuale delle prestazioni diagnostiche garantite entro i tempi massimi è infatti scesa dal 76,1% del primo semestre 2025 al 65,3% del 2026, con una perdita di 10,8 punti percentuali. L’Abruzzo figura così, insieme a Sicilia e Valle d’Aosta, tra le Regioni che partivano già da valori inferiori all’80% e che hanno registrato un ulteriore peggioramento.
Il dato regionale è in netta controtendenza rispetto alla media nazionale. Complessivamente, per gli esami diagnostici, il rispetto dei tempi di garanzia è salito dall’82,8 all’84,6%.
La situazione peggiora anche per le prime visite specialistiche. In Abruzzo la percentuale di appuntamenti assicurati entro le scadenze previste è passata dal 76,1 al 73,5%, con una flessione di 2,6 punti. Agenas inserisce espressamente la Regione tra i territori che hanno fatto registrare un arretramento, insieme a Sicilia, Sardegna e Provincia autonoma di Trento.
Anche in questo caso il dato nazionale mostra un andamento differente: la quota complessiva delle prime visite effettuate entro i tempi è cresciuta dal 76,4% del 2025 al 78,5% del 2026.
Il bollettino monitora 14 tipologie di prime visite specialistiche e 22 accertamenti diagnostici, valutando il rispetto delle quattro classi di priorità: urgente, breve, differita e programmata. Il documento prende in considerazione le prenotazioni erogate dalle aziende sanitarie nell’ambito della Asl di appartenenza dell’assistito.
Nel complesso, in Italia, le prenotazioni sono aumentate da 13,3 milioni nel primo semestre 2025 a 14,9 milioni nel 2026. Le strutture del Servizio sanitario nazionale hanno garantito oltre 1,6 milioni di prestazioni in più entro i tempi stabiliti.
Il quadro nazionale migliora, dunque, ma non quello abruzzese. Il dato più allarmante resta quello degli esami diagnostici: soltanto poco più di sei prenotazioni su dieci risultano rispettare i tempi massimi di garanzia.
Una fotografia ufficiale che trasforma le segnalazioni quotidiane dei cittadini in un dato misurabile: mentre una parte consistente del Paese recupera terreno, in Abruzzo le liste d’attesa si allungano e il diritto a ricevere una prestazione nei tempi previsti diventa sempre più difficile da esercitare.
In sintesi? Avevamo ragione con il nostro osservatorio di 367 prenotazioni. Che coaa ne pensa il responsabile regionale delle liste di attesa, ora promosso a direttore regionale sanitario, Maurizio Brucchi?
Commenta