Questi sono i dati reali di Agenas.
Bollettino Agenas sul monitoraggio delle Liste di Attesa è uno strumento di informazione e sintesi che, a partire da questo Numero 0, l'Agenzia pubblicherà con cadenza trimestrale, sulla base dei dati raccolti attraverso la nuova Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa (PNLA), presentata a maggio 2026. In coerenza con gli obiettivi previsti dal Decreto 73/2024, la PNLA monitora in modo sistematico il rispetto dei tempi massimi di attesa per le quattro classi di priorità (U – Urgente, B – Breve, D – Differita, P- Programmata), a livello nazionale e regionale. Il monitoraggio viene realizzato con riferimento alle 14 tipologie di prime visite specialistiche e ai 22 accertamenti diagnostici individuati nel Piano Nazionale delle Liste di Attesa 2019-2021, e analizza in particolare le prenotazioni effettuate nell’ambito delle ASL di appartenenza dell’assistito. La PNLA è un’infrastruttura in continua evoluzione, con l’obiettivo di garantire sempre maggiore tempestività, omogeneità e qualità dei dati acquisiti dalle Regioni. Inoltre, il perimetro di rilevazione è destinato ad ampliarsi anche in relazione agli indirizzi del Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2026-2028. Il Bollettino è infine uno strumento di trasparenza e garanzia nei confronti dei cittadini, in quanto rende conto, con cadenza regolare, dell’impatto delle misure adottate a livello nazionale e regionale per il contenimento delle liste d’attesa, rilevando sia i miglioramenti intervenuti che le criticità, su cui ulteriormente intervenire, anche attraverso il confronto e la costante collaborazione tra Ministero della Salute, Agenas e Regi
Analizzando il dato e il trend delle singole Regioni, tra il I° semestre 2025 e il I° semestre 2026 si evidenzia un buon andamento nella maggior parte delle regioni: 7 Regioni confermano una elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025. 2Regioni,LiguriaeLombardia,migliorano significativamente rispetto al primo semestre 2025 3 Regioni pur mantenendo percentuali del rispetto dei tempi inferiori al 80% presentano comunque miglioramenti (Emilia Romagna, Piemonte, PA di Bolzano) Alcune Regioni presentano peggioramenti rispetto al corrispondente periodo del 2025, come Abruzzo, Sicilia, Sardegna e Provincia Autonoma di Trento. Permangono percentuali di rispetto dei tempi ancora inferiori al 70% in 5 Regioni, pur con segnali di inversione di tendenza, come in Friuli V. G., in Puglia e in Umbria.
Anche per gli esami diagnostici, nel confronto tra I° semestre 2025 e I° semestre 2026 la maggior parte delle Regioni mostra buoni risultati. In particolare: 10 Regioni confermano una elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025, superiore al 80%. 2 Regioni, Liguria e Lombardia, migliorano significativamente rispetto al primo semestre 2025 La Regione Friuli Venezia Giulia passa dal 76,1% al 80,4% 4 Regioni pur mantenendo percentuali del rispetto dei tempi inferiori al 80% presentano comunque miglioramenti (P.A. Trento, Puglia, Sardegna, Umbria) Alcune Regioni che avevano percentuali inferiori al 80%presentanopeggioramentirispettoal corrispondente periodo del 2025, come in Abruzzo, Sicilia e Valle d’Aosta.
Questa è l'arrampicata sugli specchi di Maurizio Brucchi, diirettore regionale Sanità e responsabile liste di attesa.
Liste d'attesa: Brucchi (Asr), Abruzzo oltre la media nazionale per le priorità urgenti e brevi. Sulle programmate stiamo potenziando i Cup di secondo livello nelle Asl
“L’Abruzzo non frena affatto la corsa sulla riduzione delle liste di attesa, anzi: nelle prenotazioni garantite in classe U (urgente) e B (breve), le percentuali centrate dalla nostra Regione sono ben al di sopra della media nazionale. E sono dati che emergono proprio dall’ultimo report di Agenas”.
Lo sottolinea il direttore dell'Agenzia Sanitaria Regionale, Maurizio Brucchi, con riferimento al report Agenas sulle liste d'attesa.
“Nel primo semestre 2026 – spiega – la percentuale delle prestazioni garantite in classe U è pari all’87.1 per cento, a fronte del 77.8 dello stesso periodo del 2025. Un balzo in avanti di ben 10 punti e di ben 6 punti rispetto alla media nazionale, che è dell’81 per cento. Lo stesso vale per le prenotazioni brevi a 10 giorni, dove la percentuale 2026 è al 74.5 per cento, contro il 72.6 del 2025”.
Per quanto riguarda gli esami diagnostici in classe di priorità U, a tre giorni, l’Abruzzo cresce addirittura di ben 15 punti percentuali passando dal 68.5 del primo semestre 2025 all’83 per cento del 2026. In Italia la percentuale di esami diagnostici garantiti in classe urgente è pari al 76 per cento, 6 punti al di sotto della percentuale della Regione Abruzzo.
“C’è un altro dato significativo che Agenas mette in rilievo – prosegue – ed è l’aumento delle prenotazioni delle prime visite. Nel primo semestre 2026, in Abruzzo sono state prenotate 247mila prime visite, contro le 203mila dello stesso periodo 2025, con un incremento di ben 44mila prestazioni. Questo significa che l’Abruzzo ha aumentato la produzione sanitaria e nel momento in cui si stanno ridisegnando le agende in funzione del prossimo piano nazionale di governo delle liste d’attesa (Pngla), ha scelto di concentrare i propri sforzi (come rilevato anche da Agenas) sulle classi di priorità U e B, che possono risultare maggiormente funzionali ai bisogni di salute del cittadino”.
Sempre dai dati Agenas del primo semestre dell’anno, emerge che in Abruzzo il numero di prime visite per mille abitanti è pari a 199.9, a fronte di una media nazionale di 171.1 (quasi 30 punti in più). Per gli esami diagnostici, invece, il valore è pari a 193.5, contro una media nazionale di 139.4.
“L’Abruzzo – prosegue – produce molte più prestazioni per i propri cittadini rispetto a molte altre regioni italiane. Inoltre è da tenere presente che da noi le agende sono aperte fino al 2030, a fronte di tante regioni italiane che hanno le disponibilità limitate ad un anno. Il nuovo Pngla chiarirà questa diversità di comportamento che ha comunque degli effetti sulle liste di attesa. Parallelamente, insieme alle 4 Asl, si sta lavorando sulle agende di secondo livello, che attualmente sono ricomprese all’interno delle classi di priorità P, quelle dove risultano ancora criticità. Tutti i percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali che l’Agenzia Sanitaria sta revisionando ed aggiornando, devono garantire proprio slot di secondo livello, cioè di prestazioni che vengono prenotate direttamente dal medico specialista e non dal cittadino al Cup. Questo lavoro darà i suoi risultati entro fine anno”.
Chi ha ragione?
Chiedete a chi ha una prenotazione per fine 2029.
Commenta