Una zona senza nome, senza numeri civici e, soprattutto, senza risposte. È la denuncia arrivata alla redazione de I Due Punti da parte di una residente in contrada Fornaci, nell’area della Val Vomano, che racconta una situazione di degrado e disagi che, secondo i cittadini della zona, andrebbe avanti da anni senza interventi risolutivi.
Nel lungo sfogo inviato al giornale, la residente parla di un quartiere “abbandonato a se stesso”, dove i problemi riguardano sicurezza, viabilità, manutenzione e servizi essenziali. Una delle criticità più gravi segnalate riguarda l’assenza di una denominazione ufficiale della via e dei numeri civici. Una situazione che, oltre a creare difficoltà quotidiane con consegne e corrieri, avrebbe causato problemi persino nei casi di emergenza sanitaria. “Non ci trova nemmeno l’ambulanza quando ce n’è bisogno”, denuncia la cittadina.
Al centro delle proteste anche le condizioni della strada, definita “un colabrodo”. I residenti spiegano che lo scorso anno sarebbe stato effettuato un piccolo intervento di sistemazione grazie all’interessamento dell’assessore comunale Domenico Sbraccia, ma oggi il manto stradale sarebbe nuovamente deteriorato, tra buche e dissesti.
Non va meglio sul fronte della manutenzione del verde pubblico. Secondo quanto riportato nella segnalazione, erba alta e alberi mai potati trasformerebbero la zona in un’area lasciata all’incuria. Durante le giornate di pioggia, inoltre, si formerebbero veri e propri corsi d’acqua che arrivano fino alla strada statale, con possibili rischi per la circolazione.
Tra le lamentele anche il servizio di raccolta dei rifiuti, definito “quasi inesistente”. I residenti raccontano di telefonate, segnalazioni e sopralluoghi negli uffici competenti senza che, almeno finora, siano arrivati interventi concreti.
Una denuncia che riporta ancora una volta al centro il tema delle periferie e delle contrade del territorio teramano, dove molti cittadini lamentano da tempo carenze infrastrutturali e servizi insufficienti. Ora i residenti chiedono risposte rapide e soprattutto un intervento definitivo che possa restituire dignità e sicurezza a un’area che, a loro dire, da troppo tempo vive nel silenzio delle istituzioni.
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