Come salutare Ennio. Ho pensato e ripensato fino a quando non mi sono ricordato di avergli letto una poesia che era il simbolo un po' di tante vite, speciali.
A Ennio Marcozzi, teramano e capitano della mia squadra.
Invictus
Dal profondo della notte che mi ricopre
Nera come la fossa da un polo all'altro
Ringrazio gli dei qualunque essi siano
Per la mia anima indomabile.
Nella stretta morsa delle avversità
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
Incombe soltanto l'orrore delle ombre.
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.
William Ernest Henley.
CIAO ENNIO https://youtube.com/shorts/zig8Ltzx8-s?si=Y-dikOM0lsLIHHf1
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