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Guardia di Finanza, cambiano le regole sui soccorsi: chi li provoca o li richiede senza motivo dovrà pagarne i costi

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Nessun ticket generalizzato per chi è realmente in pericolo. Il pagamento scatterà dopo la valutazione delle circostanze quando l’intervento è stato provocato volontariamente, con grave imprudenza oppure richiesto senza una concreta necessità
Nuove regole per gli interventi di ricerca e soccorso effettuati dalla Guardia di Finanza. Chi provoca volontariamente, o attraverso un comportamento gravemente imprudente, una situazione che rende necessario l’intervento dei soccorritori potrà essere chiamato a sostenerne i costi.
Il principio riguarda anche chi attiva i soccorsi senza una reale necessità o senza un giustificato motivo.
La Guardia di Finanza partecipa al sistema nazionale di ricerca e soccorso insieme alle altre istituzioni militari e civili e può intervenire in mare, in montagna, nelle zone difficilmente raggiungibili e in occasione di calamità ed emergenze.
A disposizione possono essere impiegati personale specializzato, unità cinofile, automezzi, elicotteri, aerei, droni e unità navali. Un apparato complesso che, in alcuni casi, può restare operativo per molte ore, con un rilevante impiego di uomini e mezzi.
Il punto centrale delle nuove disposizioni è però chiaro: non viene introdotto alcun pagamento generalizzato dei soccorsi.
Chi si trova realmente in una situazione di pericolo, oppure teme concretamente per l’incolumità di un’altra persona, deve continuare a chiedere aiuto senza esitazioni.
Il pagamento, inoltre, non scatterà automaticamente al momento della chiamata. Il soccorso sarà sempre prestato e soltanto successivamente, una volta terminate le operazioni, saranno ricostruite e valutate le circostanze che hanno determinato l’intervento.
La misura punta soprattutto a contrastare richieste effettuate con leggerezza o situazioni determinate da condotte gravemente imprudenti.
Una chiamata ingiustificata, infatti, può tenere impegnati uomini, mezzi aerei, navali o terrestri che nello stesso momento potrebbero essere necessari per affrontare una vera emergenza.
L’obiettivo dichiarato è quindi quello di tutelare le risorse pubbliche e, soprattutto, garantire che il sistema dei soccorsi mantenga la massima capacità di risposta quando ogni minuto può diventare decisivo per salvare una vita.

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