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Teramo. Lanfranco Lancione eletto miglior consigliere comunale di Gianguido D'Alberto...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

De profundis clamavi ad te, Domine.

Così parlò Lanfranco Lancione in consiglio comunale rivolgendosi da Salmo 129 alla platea in audizione. Il migliore consigliere comunale delle due consiliature Dalbertiane. Il migliore per tono, stile, disinteresse, cultura, anima, taglio e cucito.

Un Caronte da nocchiero dell'oltretomba che attraversava il fiume Tordino nel regno di Teramo.Una volta era l'Ade dal fiume Acheronte ma viviamo in una civiltà in crisi.

Lancione non scriverebbe mai contro il suo sindaco di non votare il bilancio se quel gemellaggio con Rishon Lezion non si trasformasse in  una diaspora sionista di ricordi e censure.

Lancione è il migliore dei consiglieri comunali perchè è il più democratico di tutti; Quod licet Iovi, non licet bovi e ora la storia ci dimostrerà chi è Giove e chi il Bue. 

Il sindaco di Teramo e il presidente del consiglio Melarangelo sono rimasti in silenzio al suono dell'ode di Lancione; Petite bourgeoisie, borghesi che si sono fatti piccoli, piccoli al cospetto dell'invettiva dialettica di un uomo che produce ai piu attenti una stretta pandiculazione ad altri come D'Alberto e Melarangelo, una ammirazione profonda.

Lancione ha attaccato il giornalista senza avere l'ardore di fare il nome. Stoico.

Lancione ha apposto al giornalista la originalità dell'analfabeta funzionale. Un illettarismo creativo simile a giornalista terrorista.

Per noi Lancione non solo è il migliore ma rasenta l'imitazione dello zerfonunto e qui per essere querelati, bisognerebbe aver letto Eco e il suo pendolo. 

Non corriamo nessun pericolo e così Lancione, il migliore dei consiglieri comunali di maggioranza tornò a scrivere al suo sindaco.

Primus inter pares...

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