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Processo sul cemento “debole”: contestato anche il reato di crollo a due imprenditori teramani...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Dovranno rispondere anche del reato di crollo i fratelli Mauro e Danilo Di Sabatino, rappresentanti della ditta Di Sabatino Fratelli S.r.l., accusati di aver fornito calcestruzzo qualitativamente inferiore rispetto a quanto pattuito, per una costruzione privata antisismica in località Forcella destinata ad accogliere anche persone con disabilità. I due sono attualmente sotto processo per il reato di frode in commercio continuata e aggravata, e, per la responsabilità dell'ente, dell'illecito amministrativo per delitti contro l'industria e il commercio per "aver tratto un vantaggio (consistito nel conseguimento del corrispettivo per le forniture di calcestruzzo di qualità nettamente inferiore a quella concordata)". Il pm, Silvia Scamurra, aveva chiesto il rinvio a giudizio anche per il reato di crollo, contestando ai due imputati di aver posto in essere "atti diretti a cagionare il crollo dell'edificio in corso di costruzione". Il gip Lorenzo Prudenzano però aveva escluso quel capo d'imputazione dal decreto che disponeva il giudizio e il pm aveva fatto appello.

La Corte d'Appello dell'Aquila, presieduta dal giudice Bruno Scicchitano, ha così accolto il ricorso riformando la sentenza di non luogo a procedere e rinviando i due imputati a giudizio anche per il reato di crollo, "perché agendo nella qualità e con la condotta descritta (...) compivano atti diretti a cagionare il crollo dell'edificio in corso di costruzione (...) evento non verificatosi per cause indipendenti dalla condotta degli indagati".

Sono stati i committenti a denunciare la situazione. L'inchiesta portata avanti dal pm Silvia Scamurra avrebbe rivelato, in seguito ai controlli sul calcestruzzo che nel 2022 hanno paralizzato poi i lavori, che le "caratteristiche qualitative e di resistenza" del cemento erano "di gran lunga inferiori a quelle attese in base alle previsioni contrattuali e falsamente dichiarate dalla società fornitrice nei documenti di trasporto ed in quelli fiscali", come si legge nel capo di imputazione.

In particolare la resistenza media del materiale, in base alla relazione del tecnico della procura, sarebbe "risultata pari a 21,57 Ma per le sottostrutture ed a 33,25 Ma per gli impalcati, così cagionando" a chi aveva commissionato l'immobile "un danno patrimoniale di rilevante gravità (anche in ragione dell'inaccettabilità del valore della resistenza del calcestruzzo utilizzato per la platea di fondazione - risultato inferiore al limite di legge di 29,75 MPa - ai fini della sicurezza statica della struttura)". Si torna in aula a giugno.

N.S.

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