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Teramo. Lite in famiglia finisce nel sangue: nipote in prognosi riservata, feriti anche la zia e il nonno

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Una violenta lite familiare, scoppiata questa sera poco dopo le ore 20, è finita con tre persone ricoverate all’ospedale di Teramo, una delle quali in prognosi riservata.

Secondo le prime informazioni, ancora al vaglio degli investigatori, la discussione sarebbe nata tra una zia e il nipote, non conviventi, degenerando in pochi istanti in una violenta aggressione.

Durante la lite il nipote avrebbe colpito la zia utilizzando alcuni piatti e, secondo una prima ricostruzione ancora da verificare, avrebbe anche tentato di aggredirla con un coltello. La donna, a sua volta, avrebbe reagito impugnando un’arma da taglio e colpendo il nipote al torace.

Nel tentativo di dividerli è intervenuto il nonno, che avrebbe cercato di fermare la colluttazione. L’anziano, però, sarebbe stato spinto a terra durante i concitati momenti, riportando una frattura.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno soccorso i tre feriti e disposto il trasferimento all’ospedale di Teramo. Il nipote è stato ricoverato in prognosi riservata, mentre la zia e il nonno sono stati sottoposti alle cure dei medici.

La dinamica dell’accaduto resta ancora tutta da chiarire. Le forze dell’ordine stanno effettuando gli accertamenti necessari per ricostruire con precisione quanto avvenuto e stabilire le eventuali responsabilità.

La vicenda, al momento, presenta diversi aspetti ancora poco chiari e sono attesi ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore.

Aggiornamento

Cosa è successo in casa
Secondo quanto si è potuto apprendere, anche se sull'inchiesta vige il massimo riserbo, il quadro emerso nelle ultime ore appare diverso da quanto ipotizzato inizialmente. Stando alle prime informazioni raccolte dagli investigatori, infatti, tra la zia e il nipote non ci sarebbe stato alcun litigio o diverbio precedente.
I due si sarebbero incontrati casualmente nell'abitazione degli anziani nonni, dove entrambi si erano recati. Per motivi che restano ancora tutti da chiarire e che sono ora al centro delle indagini, il giovane, 22 anni, incensurato, avrebbe improvvisamente dato in escandescenze. Secondo la ricostruzione finora emersa, avrebbe afferrato alcuni piatti, scagliandoli con estrema violenza contro la zia e colpendola alla testa, provocandole un trauma cranico.
L'aggressione non si sarebbe fermata al lancio dei piatti. Il giovane avrebbe infatti cercato di colpire fisicamente la donna, dando origine a una violenta colluttazione all'interno dell'abitazione.
È proprio su quei drammatici istanti che si stanno concentrando gli accertamenti dei carabinieri. **Al momento non è ancora stato chiarito chi abbia impugnato per primo il coltello**. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se sia stato il giovane ad afferrare l'arma con l'intenzione di colpire la zia oppure se sia stata la donna a impossessarsene nel tentativo di difendersi dall'aggressione. Un elemento ritenuto decisivo per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e accertare le eventuali responsabilità.

Nel corso della colluttazione il 22enne è rimasto ferito al torace da una coltellata. Nonostante la grave lesione, sarebbe riuscito a salire sul proprio scooter e ad allontanarsi dall'abitazione. Dopo aver percorso circa 300 metri, avrebbe però perso i sensi, cadendo rovinosamente a terra.
Soccorso dal personale del 118, è stato trasportato in codice rosso all'ospedale "Mazzini" di Teramo, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico e successivamente **ricoverato nel reparto di Terapia intensiva**. Il giovane è tuttora intubato e la prognosi resta riservata.
Nel corso dell'aggressione è rimasta ferita anche la zia, 55 anni, ricoverata in codice rosso per il trauma cranico riportato. Coinvolto anche il nonno di 87 anni, intervenuto nel tentativo di separare i due familiari. L'anziano è caduto a terra riportando la frattura del femore e altri traumi, venendo trasportato in codice giallo al "Mazzini

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