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Quando l'assistenza domiciliare entra in casa di un paziente oncologico...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Caro Giancarlo,
ti scrivo con il cuore in mano, non per fare rumore, ma per raccontare una verità silenziosa che esiste dentro molte case e che pochi vedono davvero.
Mio marito è gravemente malato oncologico e da mesi la nostra casa è diventata il luogo della cura, dell’attesa, della paura e, allo stesso tempo, dell’amore più profondo. Quando si ha un malato oncologico a casa, la vita cambia completamente: il tempo si misura in farmaci, notti senza sonno, piccoli segnali del corpo, e in una presenza costante che non conosce pause.
È un’esperienza tremenda, fisicamente ed emotivamente. Si vive sospesi, tra speranza e consapevolezza, tra la forza che bisogna trovare ogni giorno e la fragilità che entra nelle stanze insieme alla malattia.
In questo percorso così duro, però, abbiamo incontrato una realtà che merita di essere raccontata: il Consorzio Elio, che si occupa di assistenza domiciliare.
Non sono solo operatori sanitari.
Sono presenze umane, rispettose, delicate, competenti.
Entrano in casa con discrezione, parlano a bassa voce, spiegano, sostengono, accompagnano. E, cosa ancora più importante, non fanno sentire sola la famiglia.
Quando si assiste una persona oncologica a domicilio, non si ha solo bisogno di cure mediche, ma di punti di riferimento, di sguardi che comprendono senza bisogno di troppe parole, di mani sicure che aiutano anche nei momenti più difficili.
Gli infermieri e gli operatori che abbiamo conosciuto — Manuela, Davide, Mariam, Alessandra, Aurora, Genesi , Francesca e tutti gli altri — sono diventati un appoggio umano prima ancora che professionale. Con sensibilità e dignità si prendono cura non solo del paziente, ma anche della famiglia, che spesso vive un dolore silenzioso e continuo.
La verità è che quando la malattia entra in casa, tutto cambia.
E sapere di non essere soli fa una differenza enorme.
Questa non è una lettera di denuncia, ma di riconoscenza.
In un sistema sanitario mostra fragilità, esistono realtà che lavorano con dedizione autentica e con un senso profondo di umanità.
E quando si affronta una malattia oncologica in casa, quell’umanità diventa un sostegno ineguagliabile.
Con gratitudine, una moglie e una famiglia che stanno vivendo ogni giorno accanto alla malattia.

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