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Teramo, incidenti stradali in aumento: 893 sinistri e 1.236 feriti. Diminuiscono le vittime

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Più incidenti, più persone ferite, ma fortunatamente meno vite spezzate. È il bilancio della sicurezza stradale nel Teramano nel 2025, secondo i dati diffusi dall'Automobile Club di Teramo in collaborazione con l'Istat.
In provincia si sono verificati 893 incidenti stradali, contro gli 815 del 2024, con un incremento del 9,6%. I feriti sono saliti da 1.171 a 1.236, mentre le vittime sono diminuite da 20 a 13, facendo registrare un calo del 35%.
Un risultato positivo sul fronte della mortalità, che tuttavia non cancella un dato preoccupante: sulle strade teramane si verificano mediamente quasi due incidenti e mezzo al giorno.
Nel confronto regionale, Teramo presenta l'aumento percentuale più elevato dei sinistri, ben superiore alla media abruzzese del 2,7%. Per numero complessivo di incidenti è seconda soltanto a Pescara, che ne registra 1.041, seguita da Chieti con 865 e L'Aquila con 679.
Nel capoluogo teramano il dato più incoraggiante: 148 incidenti e 197 feriti, ma nessuna vittima, rispetto ai cinque morti dell'anno precedente.

Sulla costa la situazione presenta differenze significative. Giulianova registra 98 incidenti, 130 feriti e un decesso. Roseto degli Abruzzi conta 61 sinistri, 82 feriti e due vittime. A Pineto gli incidenti salgono da 47 a 61, con 90 feriti, fortunatamente senza morti.
Tra le principali cause dell'incidentalità figurano il mancato rispetto della segnaletica, con il 27,3%, la guida distratta, con il 25,4%, l'eccesso di velocità, con il 17,2%, e il mancato rispetto delle distanze di sicurezza, con il 12,3%.
Il presidente dell'ACI di Teramo, Carmine Cellinese, richiama l'attenzione sulla necessità di non confondere la diminuzione delle vittime con un miglioramento complessivo della sicurezza stradale.

Meno morti rappresentano una buona notizia, ma 893 incidenti e oltre 1.200 feriti impongono una riflessione sulla prevenzione. Controlli, manutenzione, segnaletica e comportamenti responsabili restano fondamentali per invertire una tendenza che, nonostante la riduzione delle vittime, continua a destare preoccupazione.

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