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Condanna e polemiche, a Isola compaiono manifesti contro il consigliere D'Agostino...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Sono apparsi, in alcuni punti significativi del Comune di Isola del Gran Sasso come una panchina rossa contro la violenza sulle donne, dei manifestini in fogli A 4, su cui vengono  riportate com diversi toni,  le richieste delle dimissioni per il neo eletto consigliere comunale della Giunta Di Marco, Emiliano D'Agostino. 

La storia è nota.

Condannato in primo grado a 1 anno  ( sentenza forse non appellata) per aver procurato delle lesioni alla sua ex compagna è stato candidato ed eletto nella maggioranza di centro destra che amministra Isola del Gran Sasso.

Era candidabile? Si.                      

Era eleggibile? Si. 

Aveva il dovere etico e morale di comunicare al  candidato a sindaco della sua condanna? Si.

 Il punto oltre alla esecrabilità del reato è l'assoluta mancanza di trasparenza con la sua lista e soprattutto con gli elettori di Isola. Il sindaco di Marco ha chiesto le  dimissioni ma D'Agostino ha deciso di continuare nella sua maggioranza. Il comun denominatore? Il pavido e imbarazzante silenzio.

 D'Agostino non ha spiegato in consiglio comunale se la sua sentenza è stata appellata, per esempio. 

E non si è scusato per non essere stato sincero con la sua coalizione e soprattutto con i suoi elettori. Ciò che ci ha sorpreso è  l'assoluto moto a voto e non a vuoto dell'assessore Amelide Francia. 

Avvocato, cavaliere e presidente delle Cpo della Provincia di Teramo.

Ci aspettavamo un diktat risoluto e di forza. O lui in consiglio comunale o io. Invece, a parte un comunicato sensa peso politico e sociale, la Francia non ha speso una sola parola di solidarietà alla unica vittima di questo triste e imbarazzante fatto di cronaca. Una donna. 

Che fine hanno fatto le Cpo della Provincia di Teramo? Dove sono le associazioni? Chi si nasconde dietro l'ombrello della politica più miserevole?

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