Sono apparsi, in alcuni punti significativi del Comune di Isola del Gran Sasso come una panchina rossa contro la violenza sulle donne, dei manifestini in fogli A 4, su cui vengono riportate com diversi toni, le richieste delle dimissioni per il neo eletto consigliere comunale della Giunta Di Marco, Emiliano D'Agostino.
La storia è nota.
Condannato in primo grado a 1 anno ( sentenza forse non appellata) per aver procurato delle lesioni alla sua ex compagna è stato candidato ed eletto nella maggioranza di centro destra che amministra Isola del Gran Sasso.
Era candidabile? Si.
Era eleggibile? Si.
Aveva il dovere etico e morale di comunicare al candidato a sindaco della sua condanna? Si.
Il punto oltre alla esecrabilità del reato è l'assoluta mancanza di trasparenza con la sua lista e soprattutto con gli elettori di Isola. Il sindaco di Marco ha chiesto le dimissioni ma D'Agostino ha deciso di continuare nella sua maggioranza. Il comun denominatore? Il pavido e imbarazzante silenzio.
D'Agostino non ha spiegato in consiglio comunale se la sua sentenza è stata appellata, per esempio.
E non si è scusato per non essere stato sincero con la sua coalizione e soprattutto con i suoi elettori. Ciò che ci ha sorpreso è l'assoluto moto a voto e non a vuoto dell'assessore Amelide Francia.
Avvocato, cavaliere e presidente delle Cpo della Provincia di Teramo.
Ci aspettavamo un diktat risoluto e di forza. O lui in consiglio comunale o io. Invece, a parte un comunicato sensa peso politico e sociale, la Francia non ha speso una sola parola di solidarietà alla unica vittima di questo triste e imbarazzante fatto di cronaca. Una donna.
Che fine hanno fatto le Cpo della Provincia di Teramo? Dove sono le associazioni? Chi si nasconde dietro l'ombrello della politica più miserevole?
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