Salta al contenuto principale

Silvi, il caso della vicesindaca scuote il Comune: D’Alfonso porta la vicenda in Parlamento e ipotizza il ritorno alle urne

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Il futuro politico e amministrativo del Comune di Silvi finisce sotto la lente del Governo. L’onorevole Luciano D’Alfonso ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno per fare luce sulla presunta aggressione subita dalla vicesindaca di Fratelli d’Italia da parte dell’allora assessore della Lega, durante una discussione avvenuta il 29 settembre all’interno del municipio.
Secondo quanto riportato nelle cronache e nelle denunce, la vicesindaca sarebbe stata afferrata al collo, tanto da dover ricorrere alle cure mediche. Un episodio al quale sono seguite le dimissioni dell’assessore coinvolto e l’azzeramento della Giunta disposto dal sindaco Andrea Scordella.

D’Alfonso sollecita inoltre un approfondimento della Prefettura di Teramo sulle conseguenze della vicenda per il regolare funzionamento degli organi comunali.
Sul tavolo arriva anche l’ipotesi dello scioglimento del Consiglio comunale, con il conseguente ritorno alle urne, qualora venissero accertate le condizioni previste dall’articolo 141 del Testo unico degli enti locali.
Una possibilità, al momento soltanto prospettata nell’interrogazione parlamentare, che apre un ulteriore fronte istituzionale nella vicenda di Silvi.
La parola passa ora al Ministero dell’Interno, chiamato a chiarire non soltanto quanto sarebbe accaduto tra gli amministratori, ma soprattutto se le tensioni interne abbiano compromesso la libertà delle decisioni e il normale funzionamento del Comune. Il punto non è più soltanto una crisi politica: si tratta di stabilire se le istituzioni cittadine possano continuare a operare senza condizionamenti e nel pieno rispetto delle proprie prerogative.

Commenta

CAPTCHA