
Correva l'anno 2017 a Teramo. Eravamo sopravvissuti con tante cicatrici ai terremoti e alla nevicata del secolo; a tanti lutti. Avevano bisogno di credere nel futuro e nella bellezza.
Scrissi di un ragazzo. Paolo Garrubba.
" Prendete un pò di nonno e nonna, nonna e nonno, un pò di mamma e papà, un pò di zia, di fratello, di amiche e amici, di professori, di preside, di scuola, di poesia, immaginazione, curiosità, di estro, luna, di polvere, di libri, di intensità e mescolate.
Paolo Garrubba è la memoria di Paolino Medori, suo nonno.
La speranza che tutti i Paolo Garrubba di Teramo hanno verso il mondo e la propria Terra.
Un giorno dovranno tornare dopo aver imparato a regalare altre vite senza dover sopravvivere.
100 e lode non è solo un voto di maturità, ma un complesso di archi a liceo, di un classico che diventa scuola di pensiero ed educazione.
Il suo lavoro è l'indice di un nuovo libro da scrivere in nome e per conto di noi attesi".

Oggi Paolo Garrubba è diventato magistrato a 27 anni. Tra i più giovani in Italia se non il più giovane. Un orgoglio per Teramo e per quel senso di cuore che mi porta verso Nonna Rosa. A suo padre, Vincenzo; a sua madre Cristina; a sua zia Enrica, alla sua famiglia e ai suo amici, il cuore di un intero territorio e la speranza di credere in un prossimo presente di valori umani.
Commenta