La montagna lo fa. Il sindaco di Valle Castellana, eletto con i voti di Valle Castellana, ( 388 nel 2017- 516 nel 2022) l'unica elezione in cui si è misurato con il valore elettorale ha la pretesa di poter decidere due assessorati della Giunta D'Alberto.
Il sindaco di Teramo che ha eletto Camillo D'Angelo Presidente della Provincia; il sindaco di Teramo che ha visto i suoi voti trasformare un Presidente della Provincia di secondo livello nel clone politico di un autocandidato a presidente della regione abruzzo ( tutto scritto piccolo); un presidente della provincia che rimarrà alla storia per la questione Delfico, per la manutenzione nelle strade provinciali, per lo stato delle stazioni di Prati di Tivo, Prato Selva e Monte Piselli, per la prima frana sulla provinciale di Silvi, pretende di avere la voce a TEramo, nel capoluogo dopo che due assessori su due hanno espresso la loro disistima politica. Ecco a Teramo, la montagna lo fa.
Il sindaco di TEramo, Gianguido D'Alberto dovrebbe dimettersi e tornare al suo ruolo di funzionario regionale solo perchè continua a perpetuare le interlocuzioni politiche con Camillo D'Angelo che dovrebbe ricordarsi che se ricopre quel ruolo è tutto merito di Teramo Città e dovrebbe di oblio, scegliere il silenzio.
Invece Camillo D'Angelo ha delle richieste, esprime degli ultimatum, chiede le teste politiche di Sbraccia e Cordone che con i loro voti hanno partecipato alla sua elezione. Senza memoria.
Teramo non merita una nuova giunta di assessori parvenu che non farebbero in tempo ad entrare nella macchina amministrativa per dover poi lasciare il ruolo alle ambizioni romane di Gianguido D'Alberto. Ci vogliono cambi mirati con professionisti seri e oculati. Altrimenti, sindaco D'Alberto, potrebbe pensare di fare l'esterno a Valle Castellana, visto che ha trasformato il capoluogo in una "fracione" non riesco a scrivere frazione delle aree interne; visto che a Teramo Città anche D'Angelo ha la tosse.
Buon gregge a tutti.
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