Il caso del consigliere comunale Emiliano D'Agostino irrompe per la prima volta nell'aula consiliare di Isola del Gran Sasso, nel primo consigli dell'epoca segnata del sindaco di Marco.Una vicenda che da settimane alimenta il dibattito pubblico e che continua a sollevare interrogativi non tanto sul piano della candidabilità o dell'eleggibilità, quanto su quello della trasparenza istituzionale e dell'opportunità politica.
D'Agostino è stato condannato in primo grado a un anno di reclusione per lesioni nei confronti della sua ex compagna. Resta una domanda alla quale, durante il consiglio comunale, nessuno ha ritenuto opportuno dare risposta: la sentenza è stata appellata? Un interrogativo che continua ad accompagnare la vicenda.
Nel corso del dibattito, la stampa che ha portato all'attenzione dell'opinione pubblica la questione è stata definita un "tritacarne". Un'espressione che merita una riflessione. Perché al centro della storia non dovrebbe esserci chi racconta i fatti, ma chi quei fatti li ha subiti. Il pensiero non può che andare alla persona offesa, costretta inevitabilmente a rivivere una pagina dolorosa della propria vita ogni volta che la vicenda torna sotto i riflettori.
La condanna rappresenta la risposta della giustizia e il percorso rieducativo del condannato è un principio fondamentale di qualsiasi società democratica. Ma il nodo politico resta un altro: perché quella condanna non sarebbe stata comunicata al sindaco e alla maggioranza prima della candidatura? Secondo quanto emerso, la conoscenza preventiva della vicenda avrebbe probabilmente portato a valutazioni differenti sul piano etico, morale e dell'opportunità politica.
Liquidare tutto come una semplice leggerezza appare riduttivo, soprattutto quando si parla di rappresentanti delle istituzioni. Le parole pronunciate da chi governa una comunità hanno un peso specifico che va ben oltre il momento contingente e richiedono sempre equilibrio, sensibilità e consapevolezza.
In tutta la discussione pubblica, inoltre, è mancato un elemento che molti cittadini avrebbero voluto ascoltare: un pensiero esplicito rivolto alla vittima. Un gesto di vicinanza, una parola di comprensione, un riconoscimento umano prima ancora che politico. Un'attenzione che, in una vicenda così delicata, avrebbe avuto un significato importante.
Siamo sicuri che la pluridelegata, assessore e avvocato Amelide Francia, come apicale delle Cpo abbia chiamato la vittima della violenza. A nome di tutti. Vero?
La sintesi politica della serata resta però una sola: il consigliere D'Agostino ha scelto di non dimettersi. Una decisione che continuerà inevitabilmente a dividere l'opinione pubblica e a segnare il dibattito amministrativo di Isola del Gran Sasso. Gli interventi dell'opposizione e la replica del sindaco Giancarlo Di Marco hanno fotografato una seduta destinata a lasciare strascichi, ben oltre la conclusione del consiglio comunale.
Guardate gli interventi della opposizione e la replica del sindaco dal minuto 40 https://fb.me/e/kDCZFpyg6
Buone visione.
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