Salta al contenuto principale

Capanne e giacigli tra la vegetazione: il lungo fiume di Teramo diventa un dormitorio

di Giancarlo Falconi
1 minuto
dddd

TERAMO – Lungo le sponde del fiume continuano a moltiplicarsi gli insediamenti di fortuna, una situazione che da settimane viene segnalata da cittadini e residenti alla nostra redazione. Durante un sopralluogo abbiamo documentato la presenza di una vera e propria capanna realizzata nell'area pic-nic, un rifugio improvvisato che, per dimensioni e struttura, appare ormai quasi stabile.
L'accampamento è stato organizzato con una certa cura: attorno al giaciglio è stata realizzata una barriera di protezione, probabilmente per tenere lontani animali o prevenire intrusioni durante la notte. A fare da copertura, tra la vegetazione, un grande telo di plastica nero utilizzato come tetto impermeabile.
Le segnalazioni non riguardano soltanto questa zona. Situazioni analoghe vengono indicate anche nelle aree vicine a Ponte San Ferdinando e Ponte San Francesco, dove i cittadini denunciano la presenza di ulteriori rifugi di fortuna.
La domanda che molti si pongono è sempre la stessa: dove sono i controlli? Al momento, secondo quanto riferito da chi frequenta quotidianamente queste aree, non si registrerebbero interventi significativi.
Al di là delle inevitabili questioni legate al decoro urbano e alla sicurezza, ciò che emerge è soprattutto un evidente disagio sociale e umano. Dietro quei teli e quelle strutture precarie ci sono persone che vivono ai margini, in condizioni difficili e spesso invisibili. Una realtà che non può essere ignorata e che richiede risposte concrete da parte delle istituzioni competenti, sia sul piano dell'assistenza sociale sia su quello del monitoraggio del territorio.

Commenta

CAPTCHA