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I fornitori non pagati dalla Coppa Interamnia scrivono alla Meloni, Marsilio e D'Alberto...

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Coppa Interamnia, la protesta dei fornitori: “Fatture non pagate da quasi un anno”
Le aziende che hanno curato il servizio di ristorazione durante l’ultima edizione della Coppa Interamnia rompono il silenzio e affidano a una lettera pubblica una dura denuncia indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e all’ex assessore comunale agli eventi Antonio Filipponi.
Al centro della contestazione ci sono presunti mancati pagamenti relativi ai servizi di ristorazione forniti agli atleti durante la storica manifestazione sportiva Coppa Interamnia. A firmare il documento sono alcune attività del territorio teramano: Candle Fruit, Des Artistes, C.&V. Service presso Ad Maiora e La Cantina di Porta Romana.
Secondo quanto riportato nella lettera, le imprese sostengono di non aver ancora ricevuto i compensi dovuti “a distanza di quasi un anno”, nonostante l’emissione di regolari fatture per importi definiti “molto elevati”. Una situazione che, spiegano i firmatari, starebbe creando forti difficoltà economiche alle attività coinvolte, costrette ad anticipare spese per materie prime, personale e gestione senza aver ottenuto il saldo delle prestazioni effettuate.
Nella nota viene inoltre evidenziato come, nonostante i debiti ancora aperti, si starebbe già lavorando all’organizzazione della nuova edizione della manifestazione. Le aziende chiamano in causa anche lo storico presidente della Coppa Interamnia, Pierluigi Montauti, sostenendo che continuerebbe di fatto a guidare la gestione dell’evento attraverso altre associazioni delegate.
“Troviamo profondamente ingiusto che si possa continuare a promuovere un evento di tale portata con i soldi degli altri”, scrivono i firmatari, che parlano apertamente di una situazione “insostenibile” per piccoli imprenditori locali.
Nella lettera viene inoltre sottolineato come il sindaco D’Alberto e l’assessore agli eventi sarebbero “al corrente di tutto questo”. Le aziende chiedono quindi un intervento istituzionale per fare chiarezza sulla gestione dei fondi legati alla manifestazione, verificare la regolarità dei pagamenti verso i fornitori e garantire il saldo immediato delle somme dovute.
La richiesta finale è quella di un segnale concreto a tutela delle attività locali che, spiegano i firmatari, hanno lavorato “con professionalità e onestà per il prestigio della città”.

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