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Lettera aperta di una Cittadina teramana ai Medici del Mazzini. " Mio marito è morto senza me accanto..."

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Ho parlato con la Signora autrice di questa lettera.
Un abbraccio al telefono ha unito il suo racconto al mio ascolto.
Una lettera identica a tante altre che sono giunte in redazione in particolare durante il lockdown da covid.
Che dire ai vertici dell'asl di Teramo?
Umanizzazione del personale e soprattutto tante nuove assunzioni.
Le uniche soluzioni.



A voi la lettura...
 

Dopo la morte di mio marito, avvenuta la fine di maggio di quest’anno, presso l’Ospedale Mazzini di Teramo, sento il bisogno di parlare e di rendere noto quanto la Sanità sia caduta in basso.
Su indicazione del medico di base, il 17 maggio 2022, mio marito, in ambulanza, venne condotto nel reparto dove curavano la sua patologia.
Inizialmente, gli negarono il ricovero, pur considerato necessario. Ma a seguito della mia decisa insistenza, venne appoggiato in un altro reparto, per carenza di posti letto e li' resterà fino alla sua fine.
Che mio marito stesse male mi era stato detto, ma non che dovesse morire da un momento all’altro, perché se così fosse stato, la sera precedente il decesso, qualcuno mi avrebbe dovuto consigliare di assisterlo durante la notte oppure di riportarlo a casa perché la situazione di per sé era grave. Non è andata così, ma la mattina, alle ore 7,30, una voce fredda e disumana mi ha comunicato la morte di mio marito. Non so cosa sia accaduto durante la notte, se mio marito abbia chiesto un sorso d’acqua, se abbia avuto bisogno di aiuto, richiesto la mia presenza, non saprò mai se qualcuno fosse accanto a lui. Né mai saprò se avrà potuto suonare quel campanello che aveva vicino al letto. So con certezza che i malati sono solo numeri e
la storia ci insegna cosa questo significhi.
Non c’è umanità, si vedono camici bianchi “svolazzanti” per i corridoi che niente hanno a che fare con Ippocrate, facendo torto a quei pochi medici che svolgono la professione con competenza, modestia e calore umano, pregi soltanto dei grandi uomini.
Grido forte: VERGOGNA , VERGOGNA e ancora VERGOGNA!!

Lettera Firmata 

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Commenti

Purtroppo sono persone oberate dal lavoro. Chi va in pensione non viene sostituito. A volte li chiamiamo eroi, altre li consideriamo svergognati. Se la signora ha insistito per il ricovero, significa che ha visto la gravità della situazione, perciò avrebbe dovuto fermarsi accanto al marito per la notte. Se non lo ha fatto, niente di male. Ma perché prendersela con gli altri? Siamo giusti...

Purtroppo cara signora lei ha illustrato molto bene la situazione che si verifica nei corridoi degli ospedali dove pochissimi comprendono che hanno a che fare con persone e non numeri e la non presenza dei familiari che ormai si sta protraendo da troppo tempo in modo esagerato e ingiustificato favorisce la vergognosa situazione. L'unica giustificazione che hanno è la carenza di personale che comunque non giustificazione la disumanizzazione cui si è assistito spesso e volentieri. Continuiamo a denunciare seppur attraverso una lettera...

La gentilezza non costa niente, ma purtroppo troppo spesso viene lasciata a casa!

Signora ci uniamo al suo dolore.
Situazione analoga per il mio consuocero,entrato intorno al 10 giugno in ospedale a Potenza,operato il 24 giugno di pomeriggio al cuore per un angioplastica,lasciato solo per 14 giorni,alla moglie residente in un paese a 50 km da Potenza,hanno telefonato per dirle che l intervento aveva dato buoni risultati.
Non si è capito comunque perché a distanza di poco tempo,la mia consuocera è stata ricontattata dandole la notizia che dopo due arresti cardiocircolatori superstiti,al terzo il povero Elio è morto .
Discrepanza di orari,di situazioni rd il tutto in totale assenza di un famigliare che avesse quanto meno, potuto stringergli le mani prima dell' intervento.Ecco come si muore da soli in ospedale in Italia
Signora un caloroso abbraccio
Carlo

Ma il Tribunale dei Diritti del Malato esiste a Teramo? E che sta facendo in questi anni? Limitare o addirittura negare l'accesso ai familiari stretti è disumano! La signora dovrebbe fare un accesso agli atti per vedere quanti sanitari si sono ammalati di covid in questi mesi e poi agire legalmente, perché le scuse e le chiacchiere stanno a zero ormai!

sarebbe morto cumunque...o no??

Sapesse come la capisco signora ....anche mia madre è morta in ospedale .
Quando si è aggravata i medici presenti non ci hanno nemmeno chiamato per dirci che aveva perso conoscenza.
Di quell'ala ringrazio,per l'umanità e l'impegno profuso una sola dott.ssa che si è impegnata come si trattasse della propria madre .gli altri della stessa ala sono deludenti

Signor Arturo
Se non ha niente da dire non scriva commenti si parla umanità che purtroppo in questo momento particolare a volte è dimenticata

Per formare nuovi medici ci vogliono 5 anni.