Carissime Colleghe, donne e mamme,
nella ricorrenza dell’8 marzo, il nostro pensiero si rivolge con sincera gratitudine e autentica vicinanza a tutte le donne, ed in modo particolare a quelle che, ogni giorno, con coraggio, equilibrio e straordinario senso del dovere, mettono la propria vita, la propria professionalità e la propria umanità al servizio delle Istituzioni e della collettività.
La Giornata Internazionale della Donna non può essere vissuta come una semplice ricorrenza, né affidata a parole pronunciate per consuetudine. Essa impone, invece, una riflessione vera, capace di toccare le coscienze e di richiamare tutti ad una responsabilità concreta. È il momento in cui occorre fermarsi e riconoscere il valore immenso delle donne, il peso dei sacrifici che sostengono, la dignità con cui affrontano le difficoltà, la forza silenziosa con cui continuano ad esserci, spesso senza chiedere nulla, ma offrendo ogni giorno moltissimo.
Il richiamo all’articolo 37 della Costituzione italiana conserva, ancora oggi, una portata morale e giuridica di assoluto rilievo. La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. In tale disposizione non vi è soltanto un principio normativo, ma vi è una vera affermazione di civiltà. Vi è il riconoscimento della dignità piena della donna, del valore del suo lavoro, del diritto ad operare in condizioni rispettose della persona, della maternità e della funzione familiare. È una previsione che non ammette arretramenti, perché tocca il nucleo più alto della giustizia sociale e della legalità costituzionale.
Eppure, la forza di quel principio rende ancora più evidente il dovere di guardare con onestà alla realtà. Molto è stato conquistato grazie alla determinazione, al sacrificio ed alla fermezza di donne che hanno saputo aprire varchi in contesti complessi, superare ostacoli culturali, sfidare pregiudizi e affermare, con il lavoro e con l’esempio, il proprio diritto ad essere pienamente riconosciute. Tuttavia, il cammino verso una parità sostanziale non può dirsi esaurito. Permangono difficoltà, talvolta visibili, altre volte più sottili, che rendono ancora necessario un impegno serio, costante e credibile sul piano dei diritti, del rispetto e delle opportunità.
Questo pensiero si fa ancora più intenso quando viene rivolto alle donne della Polizia di Stato. A loro è affidato ogni giorno un compito delicato, alto e prezioso, che richiede disciplina, preparazione, equilibrio, fermezza e spirito di servizio. Essere donna in uniforme significa molto spesso affrontare una fatica che non sempre viene raccontata. Significa sostenere turni gravosi, responsabilità complesse, sacrifici personali e rinunce profonde. Significa servire lo Stato senza far venir meno la propria sensibilità, tenendo insieme il rigore del ruolo, la responsabilità professionale, la vita familiare e la forza degli affetti.
Dietro ogni donna della Polizia di Stato vi è una storia che merita ascolto e rispetto. Vi è la compostezza di chi affronta il proprio dovere senza arretrare. Vi è la dignità di chi continua ad esserci anche quando il prezzo personale è alto.
Vi è la grandezza silenziosa di chi riesce ad essere presidio di legalità e, nello stesso tempo, volto umano delle Istituzioni. In quella presenza quotidiana vi è una lezione autentica di dedizione, di coraggio e di umanità che non può essere ignorata, né ridotta a formula celebrativa.
Il nostro ringraziamento, oggi, deve allora essere vero. Deve nascere dal cuore, prima ancora che dal ruolo. Deve tradursi nel riconoscimento sincero di ciò che le donne rappresentano e di ciò che offrono ogni giorno al Paese, alle Istituzioni, alle famiglie, ai luoghi di lavoro, alla società intera. Anche il sindacato è chiamato a fare la propria parte con serietà e coerenza, non limitandosi alla celebrazione, ma facendosi voce vigile, presidio di tutela e strumento concreto di difesa della dignità della persona.
A tutte le donne, ed in particolare alle donne della Polizia di Stato, giunga oggi un pensiero di profonda riconoscenza e di autentica vicinanza. Nel loro esempio vive il senso più nobile del servizio, nel loro sacrificio si riflette la parte migliore delle Istituzioni, nella loro forza si rinnova ogni giorno il valore della dignità umana.
Onorare le donne non significa soltanto ricordarle in una giornata simbolica.
Significa riconoscerle davvero, rispettarle sempre, sostenerle concretamente e non lasciare mai che il loro valore resti inascoltato.
Teramo, 8 marzo 2026
Segretario Regionale Organizzativo Abruzzo
Claudia DI PIETRO
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