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SP48 chiusa per uno smottamento, ma sulla segnaletica restano troppi dubbi

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Una strada chiusa, uno smottamento da mettere in sicurezza e automobilisti costretti a capire da soli fin dove sia possibile arrivare. È quanto sta accadendo lungo la strada provinciale 48, che collega Teramo a Torricella Sicura, interessata da una colata di acqua e terra subito dopo la frazione di Fornaci.
Alla base dello smottamento potrebbe esserci, secondo le prime ipotesi, la rottura di una condotta idrica che avrebbe provocato l’infiltrazione dell’acqua nel terreno e il successivo distacco di materiale sulla carreggiata. Saranno naturalmente gli accertamenti tecnici a chiarire con precisione origine ed entità del problema.
La necessità di interdire la strada per ragioni di sicurezza appare evidente. A sollevare interrogativi è però la comunicazione agli automobilisti.
I primi cartelli di divieto sono stati infatti collocati già lungo viale Cavour, a Teramo. La segnaletica, però, non chiarirebbe in maniera immediata da quale punto della provinciale parta effettivamente la chiusura, fino a dove sia valida e quale sia il provvedimento amministrativo che dispone l’interdizione.
Una situazione che rischia di creare confusione soprattutto per chi deve raggiungere le frazioni situate prima del punto interessato dallo smottamento.
La domanda, dunque, non riguarda la necessità della chiusura, indispensabile quando esistono condizioni di pericolo, ma le modalità con cui viene comunicata.
Esiste un’ordinanza? Qual è il tratto esattamente interdetto? Sono stati indicati percorsi alternativi? Chi verifica che la segnaletica temporanea sia completa, comprensibile e coerente con il provvedimento adottato?
Lo smottamento è un’emergenza tecnica. La chiarezza della segnaletica, invece, è una responsabilità amministrativa. Chi percorre quella strada non dovrebbe essere costretto a interpretare cartelli generici o a scoprire soltanto lungo il tragitto dove inizi davvero il blocco.
Servono indicazioni precise, un tratto di chiusura chiaramente definito e una comunicazione trasparente. Perché la sicurezza passa anche da questo: sapere prima dove si può andare e dove, invece, bisogna fermarsi.

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