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Violenza di genere, firmato il protocollo tra Asl, Procura e Anpas: i volontari del soccorso diventano sentinelle sul territorio

di Giancarlo Falconi
3 minuti
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TERAMO – Rafforzare la rete di protezione delle vittime di violenza e intercettare il prima possibile le situazioni di rischio. È questo l'obiettivo del protocollo d'intesa sottoscritto questa mattina nella sede della Croce Bianca di Teramo dalla Asl di Teramo, dalla Procura della Repubblica e da Anpas Abruzzo.
L'accordo introduce un nuovo modello operativo che punta sulla collaborazione tra sanità, magistratura e volontari del soccorso, nella convinzione che la violenza rappresenti un'emergenza non solo sociale, ma anche sanitaria, e che richieda risposte tempestive e coordinate.
L'aspetto più innovativo del protocollo riguarda il ruolo affidato agli operatori e ai volontari di Anpas Abruzzo, spesso i primi a entrare nelle abitazioni durante gli interventi di emergenza-urgenza. Proprio in quei contesti possono emergere elementi, comportamenti o incongruenze capaci di far sospettare episodi di violenza domestica.
Le informazioni raccolte durante gli interventi saranno quindi trasmesse al personale infermieristico del triage del Pronto Soccorso che, qualora ne ricorrano le condizioni, potrà attivare il Codice Rosa e il successivo Percorso Rosa, garantendo alla vittima un'accoglienza protetta e una presa in carico multidisciplinare.
Il direttore generale della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia, ha sottolineato come la violenza di genere rappresenti una grave emergenza sociale e sanitaria che impone una risposta sempre più competente e integrata. «Questo protocollo – ha dichiarato – rafforza una rete che mette al centro la persona, la sua sicurezza e la sua dignità, affinché nessuno venga lasciato solo».
Per il procuratore capo della Repubblica di Teramo, Ettore Picardi, l'intesa rappresenta anche un importante investimento culturale. «La violenza di genere richiede risposte concrete e tempestive. È fondamentale che le persone conoscano i propri diritti e gli strumenti messi a disposizione dalle istituzioni. Nessuno può essere padrone della vita di un'altra persona», ha affermato.
Sulla necessità di una rete altamente specializzata si è soffermata anche il sostituto procuratore Enrica Medori, coordinatrice del "Codice Rosso" della Procura di Teramo, evidenziando come i casi di violenza siano spesso caratterizzati da dinamiche complesse e da frequenti ritrattazioni. In questo contesto, ha spiegato, il contributo di medici e operatori sanitari risulta determinante sia per la tutela delle vittime sia per la raccolta della documentazione utile all'attività giudiziaria.
A evidenziare il valore operativo dell'accordo è stato infine il presidente regionale di Anpas Abruzzo, Stefano Di Stefano, che ha ricordato come i volontari del soccorso siano spesso i primi testimoni delle situazioni che si consumano all'interno delle abitazioni. «Entriamo quotidianamente nelle case delle persone – ha spiegato – e siamo in grado di cogliere segnali non verbali, incongruenze tra le lesioni e le dinamiche raccontate, elementi che possono distinguere un incidente da un episodio di violenza domestica. Vogliamo che ogni intervento diventi anche un'opportunità per offrire protezione, una via d'uscita e una speranza a chi non riesce a chiedere aiuto».
Con questo protocollo la provincia di Teramo rafforza così la rete territoriale contro la violenza di genere, puntando sull'individuazione precoce dei casi e su un percorso condiviso tra soccorritori, personale sanitario e magistratura per garantire una tutela sempre più efficace alle vittime.

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