Salta al contenuto principale

Daniele Silvestri è un Gigante...

di Anonimo
3 minuti

Daniele Silvestri e la sua band sono dei giganti. Per tecnica, suoni, arrangiamenti e un repertorio che potrebbe andare avanti per due giorni senza annoiare mai. Emozioni a non finire e un'incredibile empatia tra musicisti, oltre che col pubblico.

Il tastierista ha riso per tutto il tempo. Aveva la faccia di un sedicenne alle prime occasioni con qualcosa di evidentemente molto divertente. In estasi tra Fender Rodhes, un piano digitale, quello che sembrava suonasse come un Moog e un qualcosa nascosto ai miei occhi ma che suonava come un Hammond. Il chitarrista mi ha incantato con suoni scolpiti con amore, ricercati e a tratti spaziali. E con un fraseggio complesso e originalissimo, in grado di arrivare ovunque. Insieme si sono divertiti a creare atmosfere che in certe suite andavano senza esitazione, e con grande maestria, in direzione Floyd. Nel giorno del compleanno di Syd Barrett.

Dall'altro lato del palco, lontano dalle mie già scarse diottrie, un altro gigante dei tasti bianchi e neri, oltre a due mostri dei fiati, in grado di cantare e di suonare indistintamente piano e percussioni. Così, de botto.

 Una sezione ritmica a cui si può chiedere di tutto. E con un tiro che sa di latini e funk anche nelle più delicate e intime ballad tipiche del cantautorato firmato Daniele Silvestri. Impastando il tutto con un groove delicato e travolgente insieme. Quasi inspiegabile.

Tutto questo per traghettarci con imbarazzante disinvoltura dal reggae allo ska, dal rock d'autore a ricercate atmosfere caraibiche. Per intessere con naturalezza importanti suite che dal pop si affacciano sfacciate in pieno territorio prog. Per ritmi, suoni, intenti, gusto. Senza chiedere permesso. 

 Capitolo a parte, gli immensi arrangiamenti e le infinite costruzioni armoniche che Daniele Silvestri spiattella con una maestria disarmante sul piano, sulla chitarra e con quella voce precisa, ma che sa essere all'occorrenza potente e sempre opportuna. Una voce intima e in grado di suonare confidenziale anche quando si rivolge a migliaia di persone. Una voce che ti mette a nudo quando canta di Lucio. E che Tradisce uno spessore umano, prima ancora che artistico, fuori dal comune.

Daniele Silvestri e i suoi amici hanno giocato sul palco per regalarci una musica incredibilmente complessa, ma che arriva chiara e forte anche a una piazza Martiri oltremodo disomogenea per frequentazione. E non necessariamente composta da musicisti e addetti ai lavori. A fine concerto tutti, e dico tutti, avevano un enorme sorriso stampato in faccia. Musicisti e pubblico. Ulteriore dimostrazione dell'enormità di questi artisti, che la nostra città aveva relegato chissà perché a concerto natalizio "numero due",  cronologicamente dopo un personaggio dal valore artistico non pervenuto, al pari del suo apparato muscolo-scheletrico. Quello si, va ammesso, di pregio. Ma non basta. 

Perché la musica è altra cosa. Silvestri e compari ce l'hanno portata in piazza con signorilità popolare. Con classe da vendere si divertono a suonare, potendo dare lezioni di musica a chiunque. In chiusura di concerto, dopo due ore di performance magistrale, partono con una lotta tra percussioni che avrebbe potuto durare anche mezz'ora in più. Col risultato di scaldare ulteriormente un pubblico già abbondantemente rapito dalle atmosfere che quegli otto giganti hanno sciorinato da un palco caldissimo verso una piazza gremita e a tratti zuppa, per tutta la serata.

Otto bambini decisamente oltre gli anta, decennio più, decennio meno, intenti a giocare per sé stessi e per il pubblico, attingendo a energie prese chissà dove. Ieri ci hanno regalato uno spettacolo dall'enorme spessore artistico ed emozionale, semmai si possano misurare in qualche modo.

Grazie.

Paolo Sorgi

Commenta

CAPTCHA

Commenti

Adoro Silvestri, ma perché screditare altre persone?

E io pago...

Un gigante di bravura, professionalità e rispetto.
Ha nebulizzato Elodie, la COATTA nuda senza rispetto per gli spettatori.

Per evidenziare ancor di più l'anomalia, spero saranno pubblicati i cachet degli artisti.

Spero che gli amministratori comunali scelgano veri artisti come Silvestri per il futuro, oltre a fare causa a Elodie per il danno arrecato.

Ma quanto ho apprezzato questo articolo ! Ha colto in pieno la gioia bambina che Daniele Silvestri riesce a traslare sul pubblico. È indubbiamente un vero, grande musicista, compositore, arrangiatore, sa scegliere e vivere bene con i suoi musicisti e scrive meravigliosamente. Concerto bellissimo. Grazie per averlo descritto così bene !

Gigante, non esageriamo sarà 1,80