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Nidi comunali, i genitori chiedono più posti a tempo pieno: appello al Comune di Teramo

di Giancarlo Falconi
3 minuti

Dopo aver  letto il modo di comunicare e di giustificare una mancanza sui Nidi da parte dell'ass. Tulli del comune di Teramo (personalmente apprezzo per la volontà e la preparazione) mi è venuta voglia di migrare per la mancanza di empatia e di cura delle parole. Il risultato dopo la notizia della protesta che abbiamo anticipato su queste pagine?

Rivedere l'organizzazione dei nidi d'infanzia comunali e aumentare il numero dei posti a tempo pieno per rispondere alle esigenze delle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano. È questa la richiesta contenuta in una lettera indirizzata al sindaco di Teramo, all'assessore al Personale, Comunità Educante e Servizi relativi al Diritto allo Studio e alla coordinatrice dei nidi comunali, sottoscritta dal presidente del Consiglio di Nido "Pinocchio – Anna Ferrante" insieme a numerosi genitori.
 

Nel documento si evidenzia come l'attuale organizzazione del servizio non rispecchi più il contesto economico e sociale odierno, nel quale la conciliazione tra lavoro e vita familiare rappresenta una necessità sempre più sentita. I firmatari ricordano che le normative nazionali e gli indirizzi europei promuovono la piena partecipazione al lavoro di entrambi i genitori e ritengono che i servizi educativi debbano adeguarsi a questa realtà.
 

L'attenzione si concentra in particolare sul bando per l'anno educativo 2026-2027. Nel caso del nido "Pinocchio", spiegano i genitori, su 48 posti complessivi soltanto 12 sono previsti a tempo pieno: sei destinati ai lattanti, tre ai medi e tre ai grandi. Una distribuzione che, pur riconoscendo la necessità di tutelare i più piccoli, viene ritenuta insufficiente per le famiglie con bambini oltre i 12 mesi, che hanno bisogno di un servizio esteso anche nelle ore pomeridiane.
 

Secondo i firmatari, una semplice redistribuzione dei posti non sarebbe sufficiente. Per questo chiedono una riflessione complessiva sull'organizzazione dei nidi, proponendo alcune possibili soluzioni: una diversa gestione del riposo pomeridiano con turni differenziati tra le fasce d'età, una revisione dei criteri di assegnazione dei posti a tempo pieno e una riorganizzazione degli spazi e delle modalità di gestione che consenta di ampliare il numero dei bambini accolti nel pomeriggio.
 

Nella lettera viene inoltre sottolineato come il servizio dei nidi non debba essere considerato esclusivamente un supporto assistenziale, ma uno strumento di welfare fondamentale per favorire l'occupazione, sostenere la natalità e rispondere ai bisogni delle famiglie. I genitori osservano che il ricorso a nonni o baby-sitter non rappresenta più una soluzione praticabile per molti nuclei familiari, sia per l'innalzamento dell'età pensionabile sia per le difficoltà organizzative ed economiche.
 

Pur avanzando richieste di cambiamento, i firmatari esprimono un giudizio molto positivo sulla qualità del servizio educativo comunale, ringraziando educatrici, collaboratrici e personale di cucina per la professionalità dimostrata ogni giorno.
 

L'appello si conclude con la richiesta all'Amministrazione comunale di aprire un tavolo di confronto con le famiglie per individuare soluzioni organizzative più aderenti alle esigenze della società attuale e capaci di garantire un concreto sostegno alla conciliazione tra vita lavorativa e familiare".

Senza altre parole. 
 

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