Salta al contenuto principale

Teramo, auto incendiate per ritorsione: nel mirino un professionista....

di Giancarlo Falconi
1 minuto

 Era la notte dello scorso 27 marzo quando due auto sono state date alle fiamme in un parcheggio lungo la centrale Circonvallazione Ragusa, nel cuore della città. Un episodio inquietante che ha immediatamente fatto scattare l’intervento della Polizia di Stato.

Sul posto sono intervenuti insieme agli agenti, gli specialisti della Scientifica, che hanno avviato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Fin dalle prime ore, il riserbo investigativo ha lasciato spazio a pochi elementi certi, ma sufficienti a delineare uno scenario preciso.

Secondo le indiscrezioni che abbiamo raccolto dai residenti e vicini di casa della persona che ha subito un vero e proprio attentato non ci sarebbero dubbi sulla natura dolosa dell’incendio. Il gesto sarebbe riconducibile a un atto mirato, con un obiettivo ben definito: un professionista teramano che non avrebbe ceduto a pressioni o richieste avanzate da un uomo residente in città ma originario di fuori regione.

Un’azione che, per modalità e finalità, richiama dinamiche di tipo intimidatorio, con tratti che non  escludono possano avvicinarsi a metodi tipici della criminalità organizzata. L’intento sarebbe stato quello di incutere timore o consumare una ritorsione.

Le indagini restano in corso e, al momento, il massimo riserbo continua a circondare il lavoro degli inquirenti. Resta però alta l’attenzione su un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi: le fiamme, infatti, avrebbero potuto propagarsi ad altri veicoli o mettere a rischio l’incolumità di eventuali passanti.

Teramo, tradizionalmente distante da simili manifestazioni riconducibili a logiche criminali organizzate, si trova ora a fare i conti con un segnale che non può essere sottovalutato.

Come cronisti, l’attenzione resta alta. E non si abbasserà fino a quando non sarà fatta piena luce sull’accaduto e individuato il responsabile.

Commenta

CAPTCHA