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Teramo. Storia di una Città che dimentica le sue ragazze e i suoi ragazzi del rugby...

di Giancarlo Falconi
1 minuto

"Carissimo ti disturbo per l'annuncio che a breve inizieranno i sondaggi al vecchio stadio comunale. In quel campo al momento si allenano tre società di rugby, che non hanno alternative. Nel territorio è l'unico campo omologato e omologabile per il rugby. I nuovi campi in sintetico, stranamente già assegnati a società di calcio, non possono essere utilizzati dal rugby per questioni di sicurezza. Si sono preoccupati di salvaguardare i mattoni della curva, ma non si preoccupano di un centinaio di bambini, ragazzi e ragazze. Il rugby come sai è uno sport veramente inclusivo, ci sono anche ragazzi speciali che hanno trovato un'attività sportiva che li rende felici e migliora la loro autostima. Che fine faranno? Le ragazze che praticano il rugby lo fanno con mille difficoltà, tornei lontani (sono poche) eppure resistono. Che fine faranno? I bambini che sono stati scartati da tutti gli altri sport, hanno trovato nel rugby uno spazio di crescita, che fine faranno? Va beh però ci consoliamo perché non toccheranno i gloriosi mattoni della curva! "

Un genitore a cuore aperto. Un genitore che aveva trovato in queste società una scuola di vita per il figlio che aveva recuperato da tante insicurezze e tante altre problematiche emotive. Le risposte amministrative? Vi ricordate quelle spallucce del vedremo; ora ci penseremo; non vi preoccupate e intanto il tempo passa con una sola e unica certezza. Non c'è risposta ma solo tanta delusione. Chi interviene? 

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