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Tentata rapina all’ufficio postale di Villa Tordinia, arrestato il presunto basista

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Tentata rapina all’ufficio postale di Villa Tordinia, arrestato il presunto basista
TERAMO – A quasi un anno dalla tentata rapina all’ufficio postale di Villa Tordinia, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un uomo residente in provincia di Teramo, ritenuto il presunto complice e basista dell’autore materiale del colpo fallito.
L’episodio risale al 12 luglio 2025. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, un uomo proveniente da fuori regione, armato di una pistola poi risultata essere una replica semiautomatica, tentò di assaltare la filiale postale al momento dell’apertura. L’azione venne però interrotta dalla reazione di una dipendente che, urlando e opponendo resistenza durante una colluttazione, costrinse il malvivente alla fuga senza riuscire a impossessarsi di alcun bottino.
Nella precipitosa fuga il rapinatore abbandonò sul posto la falsa pistola, fascette in plastica e nastro adesivo, elementi che si sono rivelati determinanti per l’avvio delle indagini.
Già il giorno successivo gli agenti della Squadra Mobile erano riusciti a rintracciare il presunto autore materiale della tentata rapina nella frazione di Aprati, nel comune di Crognaleto, mentre viaggiava a bordo di un’auto guidata da un altro uomo. Le successive perquisizioni consentirono di sequestrare fascette, nastro adesivo, la confezione e lo scontrino d’acquisto della replica dell’arma, oltre ad alcuni indumenti utilizzati durante il tentativo di rapina. Una felpa, in particolare, fu recuperata sotto un ponte in località Villa Ripa, dove sarebbe stata gettata per disfarsene.
Le indagini hanno inoltre accertato che il presunto rapinatore era latitante e destinatario di due ordinanze di custodia cautelare emesse da un altro ufficio giudiziario per rapina e sequestro di persona. Per questo motivo era stato arrestato in esecuzione dei provvedimenti già pendenti a suo carico.
L’approfondita attività investigativa, sviluppata attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza, dei tabulati telefonici, dei dati contenuti nei dispositivi elettronici e dei tracciati GPS, ha consentito agli investigatori di ricostruire il ruolo attribuito al secondo indagato.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe ospitato il presunto rapinatore durante il periodo di latitanza, accompagnandolo in auto il giorno del tentato assalto e svolgendo funzioni di supporto logistico e di palo, contribuendo inoltre alla pianificazione dell’azione e all’organizzazione della fuga.
Lunedì 1° giugno gli agenti della Squadra Mobile di Teramo hanno eseguito l’ordinanza cautelare raggiungendo l’indagato nella sua abitazione, dove è stato posto agli arresti domiciliari in attesa dei successivi sviluppi giudiziari.

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