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Teramo, bullismo alla Cona: nuove minacce tra gli studenti, preoccupa il silenzio di alcuni genitori

di Giancarlo Falconi
1 minuto

Non si ferma l'allarme per i presunti episodi di bullismo in una scuola del quartiere Cona di Teramo. Dopo le minacce rivolte a un ragazzo e a una ragazza di 12 anni, anche attraverso l'utilizzo di un oggetto tagliente a scopo intimidatorio, sarebbe stato preso di mira un altro studente, che questa volta avrebbe reagito riuscendo a bloccare l'azione aggressiva. Un'escalation preoccupante, accompagnata da un clima di paura che starebbe condizionando pesantemente la quotidianità scolastica. Alcuni alunni, per timore di incontrare i ragazzi ritenuti responsabili delle intimidazioni, avrebbero addirittura rinunciato ad andare in bagno durante le lezioni.
Ma a inquietare non sono soltanto i comportamenti violenti. A sollevare interrogativi è anche il presunto silenzio di alcuni genitori, che pur potendo essere a conoscenza di quanto accade sembrerebbero esitare nel rivolgersi alle forze dell'ordine o alla dirigenza scolastica. Una ritrosia difficile da comprendere davanti a episodi che coinvolgono minorenni e che potrebbero avere conseguenze gravissime. Perché non denunciare? Cosa si aspetta per intervenire concretamente? La paura di esporsi, il timore di ritorsioni o la volontà di minimizzare non possono diventare ragioni per lasciare soli i ragazzi.
Le responsabilità individuali dovranno naturalmente essere accertate, ma resta una questione di coscienza collettiva. Se un giorno dovesse accadere qualcosa di irreparabile, quale peso avrebbe il silenzio di chi sapeva e avrebbe potuto contribuire a fermare questa situazione? Proteggere i propri figli significa anche avere il coraggio di parlare, segnalare e chiedere interventi prima che sia troppo tardi.

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