La Città della Val Fino. Un progetto del 2011 del già consigliere regionale Luciano Monticelli. Un pensiero di restanza e radici che protegge la dignità di un territorio.
Asilo condiviso, futura palestra e una nuova alleanza tra i territori. A Castiglione Messer Raimondo un messaggio politico degli amministratori locali. Assenti rappresentanti regionali e il presidente della Provincia,Camillo D'Angelo. Ognuno con la propria coscienza morale e storica. Eligendo.
Non è stata soltanto l’inaugurazione di un asilo nido e di una mensa scolastica. A Castiglione Messer Raimondo, dietro il taglio del nastro del nuovo L’Alveare, è emersa un’idea che potrebbe cambiare il modo di pensare la Valfino: smettere di ragionare come piccoli Comuni separati e iniziare a comportarsi come un unico territorio.
A indicare questa strada è stato il sindaco Vincenzo D’Ercole. Il messaggio è semplice quanto ambizioso: i confini amministrativi devono rimanere sulle carte, mentre servizi, progettualità e programmi possono essere costruiti insieme.
Una sorta di “grande città della ValFino”, non necessariamente attraverso fusioni istituzionali, ma mediante una rete stabile tra amministrazioni capace di mettere in comune ciò che, preso singolarmente, rischierebbe di non avere numeri sufficienti per sopravvivere.
Il primo esempio concreto è proprio il nuovo asilo nido comunale L’Alveare. La struttura passa dai precedenti 12 posti a 24 bambini grazie anche alla convenzione sottoscritta con Castilenti e Bisenti, allargando di fatto il bacino di utenza oltre Castiglione Messer Raimondo.
Una scelta che assume un peso particolare pensando che soltanto pochi anni fa si arrivava con difficoltà a una decina di bambini.
Oggi gli iscritti sono 24.
Numeri piccoli se osservati con gli occhi di una città, enormi se letti dalla prospettiva delle aree interne.
«Mettiamo insieme i nostri numeri esigui che insieme possono diventare importanti», è il concetto espresso da D’Ercole durante l’inaugurazione. Una frase che va molto oltre l’asilo.
Perché dopo l’asilo condiviso arriverà anche un altro tassello. È infatti prevista la demolizione e ricostruzione dell’edificio adiacente, destinato a ospitare una palestra e una biblioteca. Una palestra che potrà diventare un altro servizio utilizzato dai ragazzi del territorio, continuando quel processo di condivisione che Castiglione, Castilenti e Bisenti hanno già iniziato sul fronte scolastico.
La prospettiva è chiara: perché ogni Comune dovrebbe tentare di costruire e mantenere da solo gli stessi servizi quando, mettendo insieme popolazione, risorse e programmazione, la Valfino può acquisire una forza completamente diversa?
Asilo oggi, palestra domani. Poi trasporti, scuole, servizi sociali, cultura, turismo, infrastrutture, sviluppo economico.
È su questo terreno che la proposta assume inevitabilmente anche una dimensione politica.
All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, la sindaca di Castilenti Sabina Mazzocca, il direttore generale della BCC Simone Di Giampaolo e il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Valle del Fino Giuliano Perilli.
Non erano invece presenti esponenti politici regionali né il presidente della Provincia.
Un’assenza che, nel contesto della giornata, ha finito per rendere ancora più evidente il protagonismo diretto degli amministratori della Valfino.
Non una protesta, almeno formalmente. Piuttosto una dimostrazione: i sindaci delle aree interne possono provare a costruire una propria agenda territoriale senza aspettare che ogni risposta arrivi dall’Aquila o da Teramo.
Un progetto che inevitabilmente potrà entrare nel dibattito politico in vista dei prossimi appuntamenti regionali e provinciali, perché mette sul tavolo una questione difficilmente eludibile: quale rappresentanza devono avere le aree interne e quale peso possono conquistare se decidono di muoversi insieme?
Dentro L’Alveare c’è anche un’aula sensoriale realizzata dalla cooperativa sociale 3M, uno spazio dedicato alla sperimentazione e allo sviluppo dei sensi attraverso attività rivolte al tatto, alla vista e all’immaginazione.
Il nuovo complesso è stato realizzato attraverso i fondi PNRR del progetto “Futura - La scuola per l’Italia di domani”. Quando le risorse disponibili non sono risultate sufficienti per completare alcuni interventi, tra cui l’ascensore, il sostegno della BCC ha consentito di portare avanti il progetto.
La vera inaugurazione, però, potrebbe essere stata un’altra.
Quella di un metodo.
Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Bisenti e gli altri centri della Valfino hanno davanti una scelta: continuare a difendere ciascuno il proprio piccolo confine oppure condividere servizi, idee e investimenti costruendo una massa critica capace di restituire alle aree interne maggiore dignità sociale, economica e politica.
Vincenzo D’Ercole ha aperto una porta.
Ora bisognerà vedere quanti amministratori della Valfino decideranno di attraversarla e quando i politici teramani comprenderanno i propri errori.
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