Questa mattina ho incontrato Roberto, un mio amico che dorme in strada a Teramo.
La sua è una storia come le altre che De Gregori ed Elisa hanno cantato in maniera fiabesca
Vi ricordate?
https://www.youtube.com/watch?v=sPAodJr6a00
"Siamo quelli che restano in piedi e barcollano su tacchi che ballano
E gli occhiali li perdono e sulle autostrade così belle le vite che sfrecciano
E vai e vai che presto i giorni si allungano e avremo sogni come fari
Avremo gli occhi vigili e attenti e selvatici e selvatici selvatici
Siamo quelli che guardano una precisa stella in mezzo a milioni
Quelli che di notte luci spente e finestre chiuse non se ne vanno da sotto i portoni
Quelli che anche voi chissà quante volte ci avete preso per dei coglioni
Ma quanto siete stanchi e senza neanche una voglia
Siamo noi quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare
Quei pazzi che venite a cercare"...
Aveva le scarpe sfondate Roberto e ora non ha più le scarpe sfondate.
Calza un 47.
45 euro più il resto per caffè e sigarette.
Sono tutti miei amici e inviati speciali de I Due Punti anche l'uomo che ho svegliato all'alba delle sette e che dorme nei portici di piazza Martiri Pennesi sempre nel capoluogo aprutino.
Sono un cronista di strada e non pretendo di diventare Direttore perchè non avrei le capacità e le attitudini per dettare i tempi di una redazione ma la strada, no.
La strada è casa.
Ho provato a spiegare ai miei editori che la televisione, un giornale, una scritta sul muro deve essere temuta e rispettata perchè deve di imperativo, arrivare direttamente dalla pancia dell'Umanità alla POlitica.
Quella umanità di Don MIlani " “Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri".
Vi ho raccontato negli anni di appalti truccati, di riciclo di denaro sporco, di camorra, di mafia e tratte delle donne, di pedofilia, di spaccio, di buche, di violenza sulle donne, di mancanza e assenza di manutenzione, di asfalti, di mala sanità, di morti bianche e di me, in ogni contesto.
Questa è politica, tutto è politica.
Quando i tuoi editori cercano di insegnarti il mestiere senza conoscere nulla di quello che succede in strada, del sudore di una umanità che tocca il fondo per poter scavare ancora e ancora, di quei denti che ballano con il cucchiaino della droga, di quella prostituzione che ti toglie tutto anche i figli di padri dispersi e lo fanno con la volgarità di avere quel denaro che mettono avanti a tutto e tutti; quando i tuoi editori non riconoscono il merito perchè incapaci di sentire una diversa empatia e una energia travolgente: quando accade, ritorno in strada e parlo con i miei amici.
La loro disperazione mi fa sentire un privilegiato e torno a scrivere come se fosse la prima volta.
Li aiuto, mi organizzo fino alla prossima ombra sotto una coperta di fortuna.
Al mio editore mai nato non ho nulla da consigliare.
Lui è un Editore che ci avrebbe lasciato fare, lavorare, denunciare, affrontare a muso duro chi deve dare una risposta; dalla parte dei cittadini che diventano un pugno nello stomaco, dalla parte dei nostri nonni e dei nostri genitori che ci sfiorano di carezza.
Bisogna avere memoria prima di farsi chiamare Editore ma soprattutto l'umiltà di guardarsi dentro e di trattare le persone con il lignaggio dell'educazione.
Bisogna essere brave persone prima di farsi chiamare editore e avere la coscienza di chiedere scusa per aver giudicato un Uomo senza essere all'altezza.
Agli editori che ho avuto l'onore di conoscere?
Un piccolo consiglio di lettura.
I verbali del mercoledì. Riunioni editoriali Einaudi 1943-1952. Immaginate il passaggio veloce e strutturato di Norberto Bobbio o Giulio Bollati, Italo Calvino o Cesare Pavese, Elio Vittorini o Natalia Ginzburg, Luciano Foà o Massimo Mila, potrei continuare ma gli editori che non ascoltano non sentono la bellezza della vita fatta arte e letteratura.
Questo è il vero delitto diletto che andrebbe licenziato, censurato e non un giornalista di strada....
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Courage Under Fire
Ma i FIVE STARS e il PD non avevano eliminato la povertà con il reddito di cittadinanza ?