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Teramo, finto direttore delle Poste e il figlio «trattenuto»: anziana consegna 20mila euro, due arresti

di Giancarlo Falconi
2 minuti

Una telefonata, la paura per il figlio e pochi minuti per convincere un’anziana di 81 anni a consegnare denaro, oro e orologi per un valore complessivo di circa 20mila euro. Il colpo, però, sarebbe durato poco: i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Teramo hanno individuato e arrestato in flagranza due giovani, entrambi già noti alle Forze di Polizia.
Secondo la ricostruzione dei militari, tutto sarebbe iniziato nel pomeriggio di ieri con una chiamata sull’utenza fissa della donna. Dall’altra parte della cornetta un uomo si sarebbe presentato come il direttore di un ufficio postale, raccontando che il figlio dell’81enne era trattenuto negli uffici e che sarebbe stato necessario raccogliere immediatamente denaro e preziosi per ottenerne la liberazione.
Una storia costruita facendo leva sulla paura e sull’urgenza.
Poco dopo, alla porta dell’anziana si sarebbe presentata una giovane donna, qualificatasi come dipendente delle Poste. La vittima le avrebbe consegnato 5mila euro in contanti, monili in oro e diversi orologi, per un valore stimato di ulteriori 15mila euro.
La donna si sarebbe quindi allontanata raggiungendo il complice.
La tempestiva attività dei Carabinieri ha consentito di individuare il veicolo sul quale viaggiavano i due presunti autori della truffa. Durante la successiva perquisizione personale e dell’auto sarebbe stata recuperata l’intera refurtiva.
Denaro, oro e orologi sono stati immediatamente restituiti all’81enne.
I due giovani sono stati arrestati e, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, trattenuti nelle camere di sicurezza del Comando provinciale dei Carabinieri di Teramo.
Nella giornata di oggi il giudice ha convalidato entrambi gli arresti, disponendo nei confronti degli indagati il divieto di dimora nella provincia di Teramo.
Il procedimento proseguirà con giudizio direttissimo. Dopo la richiesta dei termini a difesa, l’udienza è stata rinviata al prossimo 5 novembre.
Resta ancora una volta il copione più crudele delle truffe agli anziani: creare un’emergenza familiare, impedire alla vittima di ragionare e trasformare la paura per un figlio o un nipote nell’arma con cui entrare nelle case.
Il consiglio rimane sempre lo stesso: davanti a telefonate sospette, richieste improvvise di denaro o persone sconosciute che si presentano alla porta, interrompere ogni contatto e chiamare immediatamente il 112. Nessun ufficio pubblico chiede soldi, oro o gioielli per “liberare” un familiare.

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